lunedì 10 settembre 2012

una voce fuori dal coro

Da ieri 8 settembre, festa della   Natività della B. V. Maria,è on-line un sito tematico (riflessioni,  commenti e testimonianze) dedicato al Concilio Ecumenico Vaticano  Secondo della cui apertura ricorre quest'anno il 50° anniversario (11  ottobre 1962).
 
                       
 
 

sabato 8 settembre 2012

Grazie!

300.000 contatti!
Grazie!
Nel giorno della Natività della B. V. Maria la gioia è ancora più grande...
...ringraziamo la Vergin purissima
 
 

venerdì 7 settembre 2012

a cosa si è ridotto l'argomentare nella Chiesa cattolica da chi cattolico non è più

però sono buffi questi modernisti...


.

giovedì 6 settembre 2012

Secondo Pellegrinaggio della Tradizione ad Oropa

Secondo Pellegrinaggio
della Tradizione - Santuario di Oropa

La Chiesa di Vocogno e la cappella dell'Ospedale di Domodossola, in Piemonte, dove si celebra la Santa Messa tradizionale invitano al Secondo Pellegrinaggio della Tradizione alla
 
MADONNA DI OROPA
 
Sabato 10 novembre 2012
ore 11.00
Santa Messa solenne
in Basilica Nuova di Oropa (Biella)
ore 15.00
Santo Rosario di fronte
all'immagine miracolosa della Basilica Antica.
 
Per coloro che non desiderano consumare il prazzo al sacco, Ristorante a € 18.00. Prenotazioni, entro il 31 ottobre, telefondando a
 
Don Alberto Secci 349/28.48.054
Don Stefano Coggiola
348/24.63.990

lunedì 3 settembre 2012

"In Europa, non solo in Italia, prima è arrivata la crisi della fede, che non è stata più intesa come ricchezza. Conseguenza inevitabile della perdita di questa ricchezza è stata la povertà: inizialmente morale e adesso anche materiale" (Mons. Luigi Negri)

 
IDEE SILLABICHE DI UN VESCOVO.
 
INTERVISTA A S.E. MONS. LUIGI NEGRI
di Camillo Langone
 

 fonte: Corrispondenza Romana

Il più cattolico dei pochi vescovi italiani cattolici si trova all’estero, a San Marino. “Lei vive in una cartolina!” esclamò Benedetto XVI l’estate scorsa, durante la visita nella diocesi. “Sì, ma è una cartolina che non viene spedita mai” rispose monsignor Luigi Negri. Un altro vescovo sicuramente
cristiano, sebbene di prosa un po’ democristiana (monsignor Crepaldi), alligna a Trieste
che è città importante però ai confini della nazione e del dibattito. Un terzo vescovo
sul quale metterei la mano sul fuoco (monsignor Oliveri) risiede in fondo alla Liguria, fra Albenga e Imperia, che non sarà ancora Francia ma certo non è il cuore dell’Italia.
E’ come se i fautori di una “presenza cattolica vissuta senza compromessi” fossero tenuti a distanza di sicurezza dalle cattedre metropolitane o comunque
cruciali, dove evidentemente i compromessi sono ritenuti indispensabili. Se Negri fosse stato vescovo di Udine, il corpo malato di Eluana Englaro (“vittima di un omicidio di stato”) avrebbe trovatousbergo nella chiesa locale, che invece reagì con molta flemma.
Se fosse stato vescovo di Torino o anche solo di Manfredonia (da cui dipende San Giovanni Rotondo) Mario Botta e Renzo Piano si sarebbero dovuti acconciare a costruire chiese a forma di chiesa e non di centrale termica o di hangar. Negri sarebbe riuscito perfino a far mettere in posizione visibile il tabernacolo, che gli architetti nichilisti tanto odiano, contro il quale tanto si accaniscono. O avrebbe risolto il problema alla radice chiamando al loro posto Pier Carlo Bontempi, che sta all’architettura italiana contemporanea come Sua Eccellenza sta alla chiesa cattolica di oggi.
Domanda: San Marino è davvero un’isola (o una cartolina, per dirla col Papa) felice?
Risposta: In occasione della sua visita Benedetto XVI ha celebrato una liturgia nello stadio di Serravalle alla presenza di 22.000 persone. L’intera diocesi, comprensiva di San Marino e Montefeltro, supera di poco i 60.000 abitanti: quindi c’era una persona su tre.
D: Come se a una singola messa di Milano partecipassero un milione e mezzo di persone.
R: Il Papa ha avuto la percezione che anche uno stadio può diventare una cattedrale. Il coro di oltre duecento persone ha intonato i canti della tradizione e la maggior parte dei presenti si è comunicata in bocca.
D: Non come a Parma dove nel santuario della Steccata il celebrante spende omelie per dire che l’ostia si può legittimamente ricevere sia in mano sia sulla lingua, però in mano è meglio. E quindi ciò che fa il Papa nelle sue messe è peggio.
R: Guardi, né il clero né il popolo cristiano si formano più attorno al magistero, si lasciano convivere i magisteri paralleli, modi di pensare e concepire e comunicare la fede che hanno come riferimento un teologo, un ecclesiastico, non il vescovo di Roma…
D: Almeno siamo certi che a San Marino e in Montefeltro il punto di riferimento è Pietro.
R: Questo Papa è assolutamente grande nel magistero e i sette anni da vescovo che mi sono stati concessi sono stati bellissimi. Ho cercato di ridare esistenza ed energia al popolo cristiano, interpretando il mio ruolo non come fornitore di servizi, liturgici o solidaristici, ma come ridestatore della coscienza di un’intera comunità.
D: Però anche nella ridente Repubblica di San Marino sta per sbarcare la sodomia di stato, contro la quale lei ha diffuso un messaggio di esplicita condanna. Reazioni?
R: Tutte le volte che faccio un intervento ricevo mail entusiaste e mail piene di insulti.
C’è stata la canea radical-chic, la stessa che c’è in Italia quando si tocca il medesimo argomento, ma il comune sentire del nostro popolo è molto diverso. Io ho voluto indicare un’immagine di chiesa che forte della sua identità si assume la responsabilità di intervenire nelle vicende sociali.
D: Un po’ come fanno i vescovi americani a cui spesso lei si riferisce.
R: Sì, vorrei citare la studentessa di New York che ha scritto al cardinale Dolan, uomo
di chiesa che si batte per salvaguardare i diritti non solo della chiesa ma dell’intera società: “Eminenza, io sono con lei non perché sono credente ma perché sono americana”.
D: Bello, però temo che in Italia le cose vadano in senso opposto e non mi stupirei che una studentessa le scrivesse:“Eccellenza, io non sono con lei non perché non sono credente ma proprio perché lo sono”. Nei giorni scorsi Marco Pannella l’ha attaccata su Radio Radicale dicendo all’incirca così (provo a tradurre dal suo italiano stentato): “Nel nostro paese le grandi vittorie sui diritti civili sono state rese possibili dai cattolici che hanno agito in aperta disobbedienza rispetto alle loro guide”.
R: Non nego la presenza di cattolici tra le loro file ma bisogna capire se questi possono ancora considerarsi tali. Divorzio e aborto hanno distrutto la nostra società, distruggendo
la famiglia che ne è la cellula fondamentale. I radicali promuovono un’esperienza umana individualista, egoista: salvo poi fare i moralisti con le esperienze degli altri. (Qui vorrei dire a Negri che gli applausi tributati dal Meeting a Mario Monti, nemico della domenica e quindi della civiltà cristiana, mi sembrano dare ragione a Pannella. Ma non glielo dico perché: 1) le mani spellate di Emilia Guarnieri e Giorgio Vittadini non rappresentano tutti i ciellini, anzi, la maggior parte di loro in privato se ne dispera; 2) Gianfranco Polillo, sottosegretario montiano all’Economia, non aveva ancora pronunciato la seguente frase: “Per far ripartire il paese c’è bisogno di turni di lavoro su sette giorni settimanali”; 3) mica
mi posso inimicare il più cattolico dei pochi vescovi italiani cattolici, altrimenti poi chi mi resta? Però qualcosa sull’applausificio ciellino devo pur dirlo e adesso glielo dico).
D: Lei Monti lo avrebbe applaudito?
R: No, io non applaudo nessun politico, non è giusto che un vescovo applauda un politico. Applaudo solo grandi testimonianze etiche e culturali: al Meeting ho applaudito Walesa, Madre Teresa di Calcutta…
D: Bisognerebbe spiegare che c’è un tempo per gli applausi e un tempo per i fischi. Mi sembra un aspetto dell’emergenza educativa… E avrebbe mandato un messaggio ai musulmani al termine del ramadan, come ha fatto Scola?
R: Io non ce li ho i musulmani.
D: Vescovo fortunato: ma com’è possibile?
R: Nella mia diocesi non sono una presenza organizzata. Non ho nulla contro di loro ma io devo pensare a far crescere un popolo cristiano il quale poi si assumerà la responsabilità di un dialogo, di un rapporto. Di questo ne risponderò a Dio: perché solo se il popolo cristiano sarà forte non si farà manipolare dai poteri mondani, occidentali o islamici che siano.
D: Come sono messi i seminari?
R: Male. Se noi continuiamo a pensare che il clero che esce dai seminari sia formato a praticare l’evangelizzazione ci illudiamo. E’ un clero di retroguardia, un clero fanalino di coda, incapace di portare certezze esaltanti, propositive. Mentre il grande Origene diceva che bisogna vivere la fede con entusiasmo: bisogna essere entusiasti della fede.
D: E invece l’entusiasmo scarseggia.
R: E invece, anziché il cristianesimo inteso come incontro con Cristo, da un lato abbiamo l’esegetismo, l’esegesi fai-da-te, e dall’altro una concezione della fede moralistica e sociopolitica.
D: Come se la passano le scuole cattoliche di cui lei si è occupato a lungo? Sopravviveranno
all’Imu?
R: Erano in crisi anche prima dell’Imu. A fronte di uno sgravio per le finanze pubbliche di proporzioni enormi lo stato ha sempre restituito le briciole e adesso neanche più quelle.
D: I cattolici in politica che cosa ci stanno a fare? Secondo me niente, e secondo
lei?
R: Devo dire con amarezza che i cattolici impegnati nei due schieramenti non hanno fatto un solo gesto per riaprire la questione della libertà di educazione. Eravamo giunti a ottenere che il sistema scolastico non fosse più considerato doppio (pubblico-privato) ma unico: un sistema scolastico pubblico all’interno del quale potevano convivere la forma statale e quella paritaria. Mentre oggi siamo al tracollo, basti pensare che le scuole private sono inserite nel redditometro come bene di lusso. Dalla dichiarazione dei redditi si possono detrarre le spese veterinarie ma non le rette scolastiche.
D: Nonostante che il governo sia ingombro di ministri sedicenti cattolici.
R: Lo stato si è reso inadempiente anche in passato, sia con i governi di centrodestra
che con i governi di centrosinistra. E’ un tema cruciale, se non c’è educazione libera non ci sono personalità mature e se non ci sono personalità mature non c’è dialogo ma un pensiero maggioritario che si impone su persone incapaci di usare il cuore e la ragione. Il mio maestro…
D: Don Giussani?
R: Don Giussani. Negli anni Sessanta diceva: “Mandateci in giro nudi ma lasciateci
la libertà di educazione”.
D: Adesso siamo nudi e senza libertà di educazione. Ciò nonostante lei ha sempre avuto un occhio di riguardo per Berlusconi, atteggiamento che le viene spesso rinfacciato dai colleghi, ad esempio da monsignor Bettazzi, il vescovo emerito di Ivrea.
R: Berlusconi ha avuto il merito di impedire, con la sua discesa in campo, un colpo
di stato cattogiustizialista. C’è un ottimo libro postumo di Baget Bozzo, si intitola “Giuseppe Dossetti. La costituzione come ideologia politica”…
D: Gran bel titolo.
R: Chiarisce tutta la questione.
D: Come la mettiamo con i politici tipo Casini che si dicono cattolici e poi, sulla scorta di piccoli calcoli di bottega, varano alleanze con una sinistra ideologica e nichilista?
R: Il mio grande amico Augusto Del Noce disse con chiarezza, trent’anni fa, che per arrivare al potere il Partito comunista avrebbe venduto l’anima diventando un partito radicale di massa. E questo è puntualmente avvenuto.
D: Casini quindi sta vendendo l’anima a chi se l’è già venduta. Ma anche oltre l’Udc non vedo molti politici desiderosi di tenersela stretta, l’anima.
R: Secondo me c’è un’assoluta incultura sia nel centrodestra che nel centrosinistra mentre la politica o diventa cultura forte o rimane piccolo cabotaggio. Questi politici incolti più del massmediaticamente corretto non sono capaci di pensare.
D: Lei al posto di “politicamente corretto” usa spesso l’espressione “massmediaticamente corretto”. Mi sembra un aggiustamento di tiro necessario.
R: Perché i politici vanno a rimorchio dei media, anche a costo di piegarsi a sovversioni
totali del buon senso. Avanza quella che Hannah Arendt chiamava democrazia totalitaria, una democrazia solo procedurale dove ciò che io definisco massmediaticamente corretto prende il posto di ciò che prima era il riferimento culturale che nasceva dalla fede.
D: Come si può superare questo annichilimento della politica?
R: Con cristiani presenti, coerenti e intraprendenti.
D: E la crisi della chiesa?
R: Lo ha detto il Papa come se ne esce, bisogna tornare a seguire davvero il suo magistero, senza se e senza ma.
D: La mia paura è che gli anticristiani appaiano più vitali, più divertenti. Ad esempio gli omosessuali sono riusciti a imporre di farsi chiamare “gay”, gai, un termine per nulla neutro, pieno di connotazioni positive. Se loro sono gai noi cristiani non possiamo che risultare tristi, proibizionisti, ossessionati dal peccato, negativi.
R: Se i cristiani non capiscono che la loro è una vita vera, perciò bella, non sono in grado di contestare la società di oggi. Giovanni Paolo II, rivolgendosi ai giovani, ha ricordato che Gesù non dice dei no alle esigenze autentiche del cuore ma soltanto dei sì alla vita, all’amore, alla libertà.
D: La presente crisi economica fa male o fa bene alla fede?
R: La crisi è innanzitutto antropologica. In Europa, non solo in Italia, prima è arrivata la crisi della fede, che non è stata più intesa come ricchezza. Conseguenza inevitabile della perdita di questa ricchezza è stata la povertà: inizialmente morale e adesso anche materiale.

sabato 1 settembre 2012

una "strana primavera" (L'editoriale di settembre di "Radicati nella Fede")

L'editoriale di settembre di "Radicati nella Fede"
I frutti della Primavera del Concilio
Ma dov'è la primavera del Concilio? Dove sono i suoi frutti?
C'è un dogmatismo nuovo, che non riguarda i dogmi di sempre, le verità eterne rivelate da Dio e custodite dalla Chiesa nel suo Credo; è un dogmatismo di opinione, su una questione che ti vietano di discutere: i frutti della primavera del Concilio. Si può variare quasi tutto nella Chiesa di oggi: le verità di fede ti concedono di reinterpretarle.
Se i comandamenti ti stanno stretti, una schiera di teologi e pastori ti suggeriscono di situazionarli nel contesto attuale, così da addolcirli. Se poi obbedire non ti va, puoi sempre scoprire un nuovo carisma che ti cada su misura. Puoi fare tutto o quasi, tranne mettere in discussione la primavera del Concilio.
La senti questa affermazione sulla bocca di molti addetti ai lavori, dei pastoralisti, la senti come mannaia tranciante se esprimi il desiderio di tornare alla grande Tradizione della Chiesa. Ti concedono una messa antica, purché tu riconosca i frutti del Concilio, senza discutere.
E di fronte a questa propagandata certezza, anche i perplessi stanno zitti, per paura di essere esclusi da tutto. Se poi, come nella favola del re nudo, uno con l'anima di fanciullo osa alzare la voce e gridare: ma dove sono questi frutti? Io non li vedo!... il silenzio si fa assordante e minaccioso.
Cari amici, dite un po', dove sono i frutti? È forse aumentata la pratica della vita cristiana? C'è più gente a Messa alla Domenica? I comandamenti sono maggiormente osservati? Le famiglie danno più esempio di fedeltà e virtù? Sono aumentate le vocazioni sacerdotali? E quelle religiose di frati e suore? Si aprono nuovi conventi? La gioventù ama di più Nostro Signore? La gente prega meglio e di più? Molti nelle terre di missione si convertono abbandonando le false religioni e le sette? Molti missionari partono per portare la grazia di Dio e la fede sino ai confini della terra?
Diteci, quali sono allora i frutti della primavera del Concilio?
In alcuni momenti la Chiesa, nelle nostre terre, appare un grande cantiere in vendita, coperto con la facciata di grandi assemblee, fatte per intrattenere i fedeli illudendo sulla situazione.
Certo che c'è sempre molto bene nella Chiesa, bene per lo più umilmente nascosto, ma questo non giustifica dal non guardare la situazione generale.
Al bambino che grida: il re è nudo!, ci si affretta a dire che il disastro sopra descritto è causato dal mondo, dalla società che è cambiata. I tempi sono cambiati, allora i frutti della primavera del Concilio saranno più interiori e meno visibili. Si affretteranno a dire che è volontà di Dio questo radicale cambiamento, che a noi sembra proprio un grande crollo.
Troppo comodo questo modo di procedere, così ci si sottrae a qualsiasi verifica! Stiamo ai fatti, siamo realisti!
Quando non si vuol discutere una cosa è perché è già diventata ideologia.
La colpa di questa terribile crisi della fede e della pratica cristiana non può essere imputata principalmente alla modernità... questa c'era già prima di questa strana primavera che ha bruciato nel gelo tanti boccioli di santità.
La modernità atea e agnostica, laicista e anticlericale c'era già da tanto tempo, ma la vita cristiana non fu fermata da essa, anzi, nella lotta si fortificava e accoglieva nel suo seno tante anime che si convertivano.
No, qualcosa di terribilmente ingannevole è successo: si è deciso che questa modernità senza Dio non era più da combattere, ma da abbracciare. Si è detto che da questo abbraccio doveva sbocciare una fiorente stagione per il cristianesimo e per il mondo... ma tutto questo non è avvenuto. E le profezie che non accadono, lo sappiamo dalla Sacra Scrittura, non venivano da Dio.
C'è ancora chi dice che è troppo presto valutare questa primavera conciliare, e che 50 anni sono pochi! Quante vittime nella fede dovremo ancora vedere per poter dare un giudizio?
Nella Chiesa i dogmi sono le verità di fede rivelate da Dio e trasmesse e custodite dalla Magistero.
Contrariamente dagli slogan delle opinioni ecclesiastiche, che non diventeranno mai dogmi, anche se pronunciate da chi ha un posto di riguardo nella Chiesa. I dogmi li rivela Dio e li trasmette la Chiesa. Le opinioni sulle situazioni storiche, queste dobbiamo avere il coraggio di sottoporle a verifica, pena il combinare un grande e tragico pasticcio nella fede.
 
tratto da: "Radicati nella fede"
 

venerdì 31 agosto 2012

Il Messaggero di S. Antonio per la diffusione della Messa in rito antico




Ho appreso questa notizia oggi, consultando Le Forum Catholique. Mi sono cercata una fonte italiana ed ho trovato l'articolo di Cantuale Antonianum già del giugno scorso, che pubblico di seguito, non senza sottolineare la confusione nonché l'impropria equivalenza del termine "messa in latino", che sta ad indicare le "due forme" del Rito Romano: quella usus antiquior e quella novus ordo: anch'essa in latino nell'originale. L'equivalenza è evidentemente impropria perché è ovvio che le due forme, pur se hanno in comune la lingua latina, sono diversificate da anni-luce di differenze.

Una novità editoriale, un "unicum" nel suo genere, è il sussidio da poco uscito per i tipi delle Edizioni Messaggero Padova - passato quasi inosservato anche nei blog specializzati -. Si tratta del libretto dal titolo Eucharisticum Mysterium, che contiene (per la prima volta insieme), uno vicino all'altro, l'ordo missae del 1970 e del 1962, ovvero il testo (in latino con italiano a fronte) della Messa di Paolo VI e della Messa del Beato Giovanni XXIII, con tutte le rubriche tradotte e belle introduzioni.

Il tutto ha compilatori di assoluto primo piano: il prof. Manlio Sodi, direttore di Rivista Liturgica (edita anche questa dal Messaggero di Padova) e per anni preside della Facoltà di Teologia dei Salesiani di Roma, curatore dei Monumenta Liturgica Concilii Tridentini, uno dei massimi esperti dei testi della liturgia romana lungo la storia. Le traduzioni e revisioni sono affidate nientemeno che al Pontificium Institutum Altioris Latinitatis, la scuola per latinisti alle dirette dipendenze del Papa.

Infine, la presentazione dell'opera è affidata addirittura a Mons. Guido Marini, Maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie.

osa viene a dire una pubblicazione di questo genere, a cui collaborano tanti esperti, e che viene diffusa da una delle case editrici cattoliche più popolari? Il significato è abbastanza ovvio: bisogna superare steccati e barriere ideologiche contro il latino nella Messa. Sia la messa "nuova" che la messa "antica" sono da conoscere nella loro lingua originale, e - con l'aiuto di sussidi come questo - si possono anche celebrare. Non in concorrenza, ma nello spirito di mutua valorizzazione, accettazione e complementarietà che esse esprimono, mettendo in luce, in modi diversi ma non avversi, le ricchezze della Parola di Dio e dei tesori dell'eucologia della Chiesa Romana.
Esortandovi a sostenere queste interessanti e lodevoli iniziative editoriali, diffondendole e facendole conoscere, vi posto come bonus le parole prefatorie di Mons. Marini.
Il 2010 è stato l’anno di due importanti anniversari: il 40° della promulgazione del Messale di Paolo VI (1970) e 1440° di quella del Messale di san Pio V(1570). Come è noto, con il «motu proprio» Summorum Pontificum del 7 luglio 2007, Benedetto XVI ha stabilito che nel Rito Romano sussistono, a particolari condizioni, due modalità celebrative dell’Eucaristia: la «forma ordinaria» (Paolo VI) e la «forma straordinaria» (san Pio V, nell’edizione del suo Messale promulgata nel 1962 dal beato Giovanni XXIII).

Il 2012 è l’anno di due grandi eventi ecclesiali: il Sinodo dei Vescovi, sul tema «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana», e l’inizio dell’Anno della fede, indetto da Benedetto XVI nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II e a vent’anni dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.

È dunque con gratitudine che, in questo contesto della vita della Chiesa, il presente volume è da accogliere. Non è compito di questa presentazione entrare nel dettaglio di quanto vi si afferma in generale e per questioni più particolari. Vi si troverà, comunque, uno strumento molto utile perché ogni «Anno della fede» - l’anno liturgico - possa essere «un’occasione propizia anche per intensificare la celebrazione della fede nella liturgia, e in particolare nell’Eucaristia» («motu proprio» Porta fidei, n. 9).

Leggere con attenzione il sussidio potrà significare per molti una riscoperta o un approfondimento della bellezza della Celebrazione eucaristica nel suo svilupparsi armonico attraverso la storia. Infatti, come afferma Benedetto XVI in Sacramentum caritatis: «Guardando alla storia bimillenaria della Chiesa di Dio, guidata dalla sapiente azione dello Spirito Santo, ammiriamo, pieni di gratitudine, lo sviluppo, ordinato nel tempo, delle forme rituali in cui facciamo memoria dell’evento della nostra salvezza. Dalle molteplici forme dei primi secoli, che ancora splendono nei riti delle antiche Chiese d’Oriente, fino alla diffusione del rito romano; dalle chiare indicazioni del Concilio di Trento e del Messale di san Pio V fino al rinnovamento liturgico voluto dal Concilio Vaticano II: in ogni tappa della storia della Chiesa la Celebrazione eucaristica, quale fonte e culmine della sua vita e missione, risplende nel rito liturgico in tutta la sua multiforme ricchezza» (n. 3).

Allo stesso tempo, questa pubblicazione sarà di aiuto a procedere nella direzione tanto auspicata di una cordiale accoglienza della liturgia della Chiesa, nel suo Rito ordinario, da promuovere con rinnovata fedeltà al Concilio Vaticano II, e nel suo Rito straordinario, che tanti tesori ha ancora oggi da donare a tutti noi. «Non c’è nessuna contraddizione tra l’una e l’altra edizione del Missale Romanum — afferma Benedetto XVI nella lettera inviata ai Vescovi di tutto il mondo per presentare il citato «motu proprio» —. Nella storia della Liturgia c’è crescita e progresso, ma nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso. Fa bene a tutti conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa, e dare loro il giusto posto» (7 luglio 2007).

Oggi più che mai la liturgia della Chiesa ha bisogno di essere avvicinata, approfondita e vissuta in cordiale sintonia con le indicazioni del magistero pontificio e in un clima di serenità e saggezza.

La presente pubblicazione, curata dal Pontificium Institutum Altioris Latinitatis, va in questa direzione. È auspicabile che essa continui a essere percorsa e condivisa da molti, da tutti.

Mons. Guido Marini
Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie
Città del Vaticano, 19 marzo 2012 Solennità di san Giuseppe
...Passo passo verso la riconciliazione liturgica e l'uso delle due forme dell'unico rito romano ....
_______________________________
Testo preso da: Il Messaggero di Sant'Antonio per la diffusione delle Messe in Latino
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2012/08/il-messaggero-di-san-antonio-per-la.html

martedì 28 agosto 2012

Freemason Mass

Brasile - Messa per i Massoni

 
Massoni
Una Messa Novus Ordo è stata celebrata per il "Day of the Freemason" ("Giornata del Massone”) da padre Geraldo Magela de Silva, della Diocesi di Pesqueira (Brasile), il 20 Agosto 2012. Una cosa mai vista prima!
Con l'introduzione del nuovo Codice di Diritto Canonico (CIC 1983), il Canone 2335 del vecchio diritto canonico (CIC 1917) che stabiliva che un cattolico era scomunicato automaticamente (ipso facto) con la sua iscrizione in una associazione massonica, è stato abrogato.

Nonostante questo cambiamento, nella Chiesa cattolica, una “Messa per i Massoni” era finora impensabile.

Il vescovo locale, José Luiz Ferreira Salles (CSCR) non ha fatto nessun commento su questa cerimonia sui generis.
Sulla condanna del relativismo filosofico e morale della Massoneria si può leggere l'enciclica Humanum Genus di Leone XIII.
 
Fonte: pius.info
 
 
 
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Che dire?
Ermeneutica della riforma nella continuità o della rottura con un passato di condanne?
Ci potrebbero stare tutte e due le cose.
Purtroppo qui chiaramente siamo di fronte ad una terza realtà.
 

lunedì 27 agosto 2012

Caino e Abele nell'Offertorio

Ecco un punto di vista molto interessante, lo segnaliamo ai nostri lettori.
Caino uccide Abele
 
Dio dell'universo. Chi è?
La messa di Caino
di Don Louis Demornex


La nuova messa riprende il sacrificio di Caino e non quello di Abele.
Infatti, si trova nell’offertorio della nuova messa: “Benedetto sei tu, Dio dell’universo:dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, frutto della terra e del lavoro dell’uomo; lo presentiamo a te perché diventi per noi cibo di vita eterna.”

Chi è questo Dio dell’universo?

Benedetto sei tu, Dio dell’universo” è una espressione della cabala giudaica.
Non è detto: “Benedetto sei tu Dio, Creatore dell’universo” ma : “Benedetto sei tu, Dio dell’universo”, cioè Dio Immanente all’universo, anima della materia.
Questo è tipicamente cabalistico.

Un libro scritto da un massone luciferiano fornisce la risposta: “Che cosa è dunque il Signore dei Cieli, se non è il Dio dei pigri, degli oziosi e dei vagabondi che immaginano lo spirito e si satollano di materia, che vivono di idee e consumano la realtà? Non c’è spirito senza materia e sono identificati l’uno all’altro, se no, il Signore dei Cieli è il Dio del Nulla; mentre Satana è invece, il Dio dell’Universo! Il Dio dell’Universo, poiché comprende in un solo essere spirito e materia, l’una non potendo sussistere senza l’altro. Quello solo deve essere per noi il Dio che le governa tutt’e due, e quello è Satana”(Domenico Margiotta: Le palladisme: Culte de Satan-Lucifer dans les triangles maçonniques, Grenoble 1895, p.44).

Il Card. Montini, il 27 marzo 1960, a Torino: “L’uomo moderno non arriverà, un giorno, a mano a mano che i suoi studi scientifici progrediranno e scopriranno delle realtà nascoste dietro il viso muto della materia, a tendere l’orecchio alla voce meravigliosa dello spirito che palpita in essa? (eresia panteista, volgarizzata negli anni 1950 da Teilhard de Chardin). Non sarà la religione del domani? Lo stesso Einstein intravide la spontaneità di una religione dell’universo. O non sarà forse la mia religione oggi ? Il lavoro non è di già ingaggiato nella traiettoria diretta che mette capo alla religione ? (La Documentation Catholique. n° 133, 19 giugno 1960, p.764-765).

Montini lascia così intravedere che il panteismo evoluzionista era fin d’allora la sua religione personale. Non è senza interesse notare che questa “religione dell’universo” ispirerà il messale montiniano: “Benedetto sei tu, Dio dell’universo”.
A questo misterioso Dio dell’universo, viene offerto il frutto dell’agricoltura, da mangiare.

Nella vera Messa, il sacerdote dice: “ Ricevete, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, questa Vittima senza macchia” cioè, l’Agnello di Dio, il più bello del gregge, per essere offerto.

Per capire il significato profondo di questa differenza, riportiamoci alla Sacra Scrittura.
Dopo molto tempo, Caino offrì a Dio sacrificio dei frutti della terra;
Abele poi offrì dei primogeniti del suo gregge, dei più grassi.
Dio guardò Abele e i suoi doni, ma non guardò Caino e i doni di lui. Caino si adirò grandemente e il volto suo s’abbatté” . “Disse Caino al fratello Abele: “Usciamo fuori”. E come furono pei campi, Caino insorse contro il fratello Abele e l’uccise”. (Gen. IV, 5-6, 8).

Come non confrontare quest’avvenimento storico con la “chiesa conciliare” diventata la chiesa di Caino, con il suo rito (la “nuova messa”) che vuole uccidere la Chiesa di Abele, con il suo rito gradito a Dio (la Santa Messa di sempre, detta di san Pio V)?
Come si vede, questa volontà dei nemici della Chiesa di distruggere il Santo Sacrificio, risale a molto tempo addietro. (L’Église éclipsée, Ed. Delacroix 1997, p. 236, nota 1).

Tratto da: http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV317_Dio_dell-universo_chi_e.html

Pellegrinaggio presso il Santuario della Madonna di Montenero

Tradizionale Pellegrinaggio presso il Santuario della Madonna di Montenero
Per il quinto anno consecutivo vari gruppi toscani legati all'antica liturgia, e federati in un coordinamento regionale, hanno organizzato per sabato 22 settembre 2012 un pellegrinaggio presso il Santuario della Madonna di Montenero (Livorno), Patrona della Toscana.
Oltre alla consueta processione in salita per raggiungere il Santuario, il Coordinamento annuncia la presenza, per il secondo anno consecutivo, del vescovo diocesano, mons. Simone Giusti, segno inequivocabile dell’attenzione e della cura pastorale di Sua Eccellenza per i fedeli legati all'antica liturgia e alla Tradizione della Chiesa cattolica.
Proprio su invito del vescovo Giusti, il solenne Pontificale in rito antico sarà celebrato da Sua Eminenza il Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
Il Coordinamento inoltre ringrazia per la preziosa collaborazione l’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote, che garantirà l’impegnativo servizio liturgico del Pontificale.

Ecco il programma definitivo del pellegrinaggio:
Ore 9,30 - Ritrovo dei pellegrini in Piazza delle Carrozze (Montenero Basso).
Ore 10,00 - Processione al Santuario con recita del Santo Rosario.
Ore 11,00 - SANTA MESSA PONTIFICALE in rito romano antico, celebrata da Sua Eminenza Rev.ma il Cardinale Raymond L. Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, con assistenza di Sua Ecc.za Rev.ma mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno.
Alle solite condizioni, il Santo Padre accorda l'Indulgenza Plenaria ai partecipanti.
In seguito, sarà possibile fermarsi a pranzo, insieme a Sua Eminenza il Cardinale, presso la foresteria del Santuario.
Per quanti provenissero da lontano, ricordiamo che sarà possibile pernottare presso il Santuario al prezzo di 25 euro per una notte; 20 euro, se il soggiorno dura due o più notti.

Il Coordinamento toscano è una federazione, costituita il 22 novembre 2008, che attualmente comprende nove associazioni di fedeli laici (Associazione Cristo Re di Livorno, Associazione Madonna dell’Umiltà di Pistoia, Associazione Regina Sacratissimi Rosarii di Arezzo, Coetus Joseph Ratzinger di Bientina, Comitato lucchese Lucio III Papa, Comitato pisano San Pio V, Militia Templi-Poggibonsi, Una Voce Firenze, Una Voce Piombino), è in contatto con la quasi totalità dei centri di Messa in rito antico della Toscana e collabora costantemente con i Frati francescani dell’Immacolata di Firenze e con l’Istituto Cristo Re di Gricigliano.
Il Coordinamento ha per fine primario quello di favorire l'applicazione del motu proprio Summorum Pontificum, fornire informazioni e supporto logistico a quanti intendano formare coetus fidelium per promuovere celebrazioni in rito antico in Toscana.



Per ulteriori informazioni potete scriverci al seguente indirizzo: coordinamentotoscano@hotmail.it


Coordinamento Toscano "Benedetto XVI" - Per l'applicazione del Motu proprio Summorum Pontificum