mercoledì 18 aprile 2012

di trionfo in trionfo


“Il Cristianesimo è stato dichiarato morto infinite volte.
Ma, alla fine, è sempre risorto, perché Dio conosce bene la strada per uscire dal sepolcro”.

Gilbert Keith Chesterton

 

Il Cristianesimo è la Religione della Resurrezione e perciò differisce per esempio dal Buddismo che è la religione della Ricorrenza o del Ritorno, il che in pratica significa poco più di ciò che gli uomini di scienza usavano definire la conservazione dell’energia e cioè con l’idea che ogni forza ed espressione di elementi ritorna sempre sotto qualche altra forma, ma la forma non ritorna. Così pensava Wells quando disse che il Buddismo s’accorda perfettamente con le nostre idee moderne. Sotto molti aspetti esso rassomiglia davvero alle nostre idee moderne, compreso quello dl non essere più un’idea moderna. La conservazione dell’energia parve il più ovvio dei principi cosmici ed i filosofi moderni hanno il gusto delle cose ovvie. Ciò che avvenne poi è superlativamente tipico dei nostri giorni: quando una decina di filosofi moderni ebbero fondate le loro moderne filosofie su questo solido fatto scientifico, gli uomini dl scienza incominciarono a scoprire che il fatto è inesistente. In quale fase sia ora la lotta fra il razionalismo moderno e la scienza ancor più moderna, la profonda verità è che un infinito numero di filosofie antiche e moderne hanno assimilato questo concetto di conservazione e di ricorrenza cosmica dall’ampia filosofia del Buddismo e da quella più limitata di Herbert Spencer. Talvolta queste filosofie accettano una forma d’immortalità, ma si tratta sempre di una forma di reintegrazione e non di Resurrezione. Più spesso fanno propria una delle obbiezioni di San Tommaso d’Aquino contro l’immortalità (una tra le tante obbiezioni che quel razionalista dal pensiero persino troppo disperatamente imparziale allinea con ogni cura contro di sé) e sostengono che un essere non potrà mai riprendere l’identità anteriore una volta abbia veramente perduto la sua forma. Nessuno, fuorché nel credo cristiano, ha mai avuto l’audacia di asserire che una certa cosa riacquisterà la sua forma anteriore. Ed ecco la ragione per cui il Vescovo anglicano di Birmingham chiama materialistica la religione cristiana. Ed ecco perché ad un altro San Tommaso, egli pure un po’ razionalista, venne offerta una prova materiale. Non si potrà capire la storia del Cristianesimo senza comprendere che essa ebbe inizio con il supremo miracolo di un uomo morto che pure viveva e non era uno spettro. Non avvenne allora soltanto il trionfo dello spirito sul corpo, ma anche il trionfo del corpo sul sepolcro.

(G. K. Chesterton, La Resurrezione di Roma, Istituto Propaganda libraria, 1950, pp. 142-143)

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