sabato 27 maggio 2017

Il trionfo del Cuore Immacolato: «una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica».

Due centenari:

Fatima e la Rivoluzione di Ottobre

Radici Cristiane n.124 - maggio 2017 di Roberto de Mattei

Il trionfo del Cuore Immacolato che la Madonna promette a Fatima non è solo la ricompensa del Cielo per chi segua Maria fin sulla vetta del Calvario, ma è il trionfo sulla terra di «una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica». E’ questa la risposta che la Madonna diede alla Rivoluzione anticristiana di Ottobre, alla vigilia della sua esplosione, nel 1917. Ed è questa, cento anni dopo, la nostra battaglia, che continuerà fino alla vittoria finale.
Tra i molti anniversari che vengono celebrati nel 2017, due spiccano per la loro coincidenza temporale, ma anche per la loro opposizione frontale: Fatima e la Rivoluzione di Ottobre.
Alla Cova da Iria, presso Fatima, un villaggio sperduto del Portogallo, la Madonna apparve a tre pastorelli per sei volte consecutive, dal 13 maggio al 13 ottobre 2017, affidando loro un messaggio per l’umanità. A Pietrogrado, capitale della Russia, tra febbraio e ottobre dello stesso anno, avvenne una Rivoluzione entrata nella storia proprio perché pretese anch’essa di rivolgersi all’umanità. Ciò che i due eventi, svoltisi negli stessi mesi, hanno in comune è che sono entrambi portatori di un messaggio universale. Mail messaggio socialista e ugualitario della Rivoluzione russa ha rivelato, nel corso di un secolo, tutta la sua portata distruttiva. Il messaggio di Fatima oppone agli errori che la Russia avrebbe diffuso nel mondo un messaggio di speranza culminante nelle parole: «Infine il mio Cuore Immacolato trionferà».
Il processo rivoluzionario che dalla Russia si è esteso a tutto il mondo ha raggiunto il suo apice, penetrando all’interno della stessa Chiesa cattolica, che sembra essere oggi il maggior fattore di confusione nel mondo. Ma è solo all’interno della Chiesa cattolica che potrà nascere – ed è già nato – il movimento di reazione alla Rivoluzione ideologica, di cui la Russia è stata il principale motore. L’ultimo segreto rivelato da suor Lucia, la veggente di Fatima, descrive il castigo di portata cosmica destinato ad abbattersi sull’umanità impenitente ma, allo stesso tempo rivela quale sia l’antidoto a questo castigo, nel tempo storico in cui viviamo: «Una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica».
Queste parole della Madonna a suor Lucia significano che non dobbiamo trovare al di fuori della Chiesa la risposta ai gravi pericoli che minacciano il mondo. Alcuni dedicano le loro energie allo studio dei problemi economici che ci minacciano; altri perdono il loro tempo in complesse analisi geopolitiche; altri ancora limitano la loro analisi allo scontro delle culture e delle civiltà; non manca infine chi avverte la portata religiosa delle questioni, ma si rifugia nell’illusione dell’abbraccio ecumenico tra le religioni. Tutti costoro, anche se possono cogliere aspetti parziali del problema, si ingannano nel fondo.
Le parole «una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa» ribadiscono che solo la Chiesa cattolica può dire una parola di verità al mondo. E questa verità è la stessa che Gesù affidò ai suoi discepoli, dicendo loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo: chi invece non crederà, sarà condannato» (Mt 16, 16).
La missione che Gesù affida agli Apostoli e ai loro successori è quella di annunciare un messaggio integrale di verità e di salvezza. La verità della Chiesa cattolica, la sua divinità, la sua unicità, ciò che ci autorizza a dire che fuori di essa non vi sia salvezza, sono dimostrate dalle sue caratteristiche fondamentali, dalle sue note distintive che professiamo dal IV secolo nel simbolo niceno-costantinapolitano: Credo unam, sanctam, catholicam et apostolicam Ecclesiam. E la Madonna non si esprime diversamente, quando scandisce queste parole: «una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica».
La Chiesa è, dalla sua fondazione, una e indivisa nella sua Dottrina, nei suoi Sacramenti e nel suo governo; è santa, pura e senza macchie, mai peccatrice, pur comprendendo in sé dei peccatori; è cattolica cioè universale, destinata a diffondere nel mondo il solo Battesimo di Cristo e l’unica salvezza; è apostolica, perché è fondata sulla successione ininterrotta dei suoi Pastori, da san Pietro e dagli Apostoli ai nostri giorni. Questi pastori non sono impeccabili nel loro comportamento, né infallibili nel loro insegnamento, a meno che esso non sia formulato dal Romano Pontefice, in maniera straordinaria, ex cathedra, o, in maniera ordinaria, quando conferma il Magistero perenne espresso dalla Tradizione.
Può accadere che un Papa rinunci, di fatto, ad adempiere il suo mandato, che è quello di confermare i suoi fratelli nella fede e di predicare il Vangelo integrale ad ogni creatura. Gesù ci assicura però che le porte dell’Inferno non prevarranno mai, neppure di fronte all’infedeltà del Suo Vicario (Mt 13, 16-20). Il fumo di Satana può penetrare nella Chiesa e avvolgere il Trono di Pietro, ma chi continua a professare la sua fede e a vivere in coerenza con essa non ha nulla da temere, perché le parole della Madonna contengono anche una promessa di assistenza a chi si mantenga fedele, come Ella lo fu, in maniera perfetta durante la Passione di Cristo. In quelle ore tenebrose tutta la fede della Chiesa nascente era contenuta nel Cuore Purissimo e Immacolato di Maria. E il trionfo del Cuore Immacolato che la Madonna promette a Fatima non è solo la ricompensa del Cielo per chi segua Maria fin sulla vetta del Calvario, ma è il trionfo sulla terra di «una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica».
E’ questa la risposta che la Madonna diede alla Rivoluzione anticristiana di Ottobre, alla vigilia della sua esplosione, nel 1917. Ed è questa, cento anni dopo, la nostra battaglia, che continuerà fino alla vittoria finale.

giovedì 25 maggio 2017

Fatima profetica

Intervista esclusiva al Cardinale Caffarra: “Quanto mi ha scritto Suor Lucia si sta adempiendo oggi”

 (aleteia.org) Le parole profetiche di Suor Lucia sullo “scontro finale” tra il Signore e Satana, che avrebbe riguardato il matrimonio e la famiglia, “si stanno adempiendo oggi”, ha dichiarato ad Aleteia il Cardinale Carlo Caffarra.

Nel pomeriggio di venerdì 19 maggio il cardinale italiano è intervenuto al quarto incontro del “Roma Life Forum“, un appuntamento annuale che riunisce più di 100 esperti su vita e famiglia da oltre 20 nazioni per discutere su come difendere e rafforzare la vita coniugale e familiare nel mondo.
Il cardinal Caffarra è Arcivescovo emerito di Bologna e presidente fondatore del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia. È attualmente membro del Supremo tribunale della Segnatura apostolica, del Pontificio consiglio per la famiglia e della Pontificia accademia per la vita.
È stato creato cardinale da Papa Benedetto XVI nel marzo 2006. Il cardinal Caffarra è stato uno dei 45 delegati scelti da Papa Francesco per partecipare al Sinodo Ordinario sulla Famiglia nel 2015.
In quest’intervista esclusiva, rilasciata prima del suo discorso, il cardinal Caffarra descrive anche come Satana stia tentando di distruggere i due pilastri della creazione, in modo da modellare la propria “anti-creazione”, spiegando perché, in questa battaglia, la donna è “l’essere umano che deve essere difeso maggiormente”.
Sua Eminenza, cosa può dirci della lettera che ha ricevuto da Suor Lucia mentre lei stava lavorando per fondare il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia a Roma?
Nel 1981 papa Giovanni Paolo II fondò l’Istituto per studi su matrimonio e famiglia. I primi anni (1983-1984) sono stati molto difficili. L’Istituto non era benvoluto.
Chi non lo voleva?
Era malvisto sia dentro che fuori della Chiesa, a causa della visione che proponeva. Ne ero molto preoccupato. Senza averlo chiesto a nessuno, pensai: “Scriverò a Suor Lucia”.
Come le è venuto in mente?
Mi è venuto e basta. Ma come sapete, fin dall’inizio la patrona dell’Istituto è stata Nostra Signora di Fatima. È contenuto nella Costituzione Apostolica, in cui il Papa ha affidato istituto al patrocinio della beata Vergine di Fatima. Al punto che – e spero che sia ancora così – entrando nell’istituto, alla fine del corridoio, c’è una statua di Nostra Signora di Fatima, e la cappella dell’Istituto è dedicata a Nostra Signora di Fatima.
E così, ho pensato di scriverle. Le ho scritto dicendole semplicemente: “Il Papa ha voluto questo Istituto. Stiamo attraversando un momento molto difficile. Ti chiedo solo di pregare”. E ho aggiunto: “Non mi aspetto una risposta”. Le sue preghiere mi sarebbero bastate.
Come sapete, per avere qualsiasi contatto con Suor Lucia, anche per lettera, bisognava passare per il suo vescovo. Così ho inviato la lettera al vescovo, che l’ha consegnata a Suor Lucia.
Con mia gran sorpresa, dopo non più di due o tre settimane, ho ricevuto una risposta. Era una lunga lettera scritta a mano. Era il 1983, o il 1984. La lettera finiva così: “Padre, verrà un momento in cui la battaglia decisiva tra il regno di Cristo e Satana sarà sul matrimonio e sulla famiglia. E coloro che lavoreranno per il bene della famiglia sperimenteranno la persecuzione e la tribolazione. Ma non bisogna aver paura, perché la Madonna gli ha già schiacciato la testa”.
Questo è rimasto inciso nel mio cuore, e tra tutte le difficoltà che abbiamo incontrato – e ce ne sono state così tante – queste parole mi hanno sempre dato una grande forza.
Quando ha letto le parole di Suor Lucia, ha pensato che lei stesse parlando di quel momento storico?
Qualche anno fa ho cominciato a pensare, dopo quasi trent’anni: “Le parole di Suor Lucia si stanno adempiendo”. Questa battaglia decisiva sarà il tema del mio discorso di oggi. Satana sta costruendo un’anti-creazione.
Un’anti-creazione?
Leggendo il secondo capitolo della Genesi vediamo che l’edificio della creazione si fonda su due pilastri. In primo luogo, l’uomo non è qualcosa; è qualcuno, e per questo merita un rispetto assoluto. Il secondo pilastro è il rapporto tra uomo e donna, che è sacro. Tra l’uomo e la donna. Perché la creazione trova la sua completezza quando Dio crea la donna. Al punto che, dopo aver creato la donna, la Bibbia dice che Dio si è riposato.
Cosa vediamo oggi? Due eventi terribili. In primo luogo, la legittimazione dell’aborto. Cioè, l’aborto è diventato un diritto soggettivo della donna. Il “diritto soggettivo” è una categoria etica, e quindi siamo nell’ambito del bene e del male; si sta dicendo che l’aborto è un bene, che è un diritto. La seconda cosa che vediamo è il tentativo di equiparare i rapporti omosessuali e il matrimonio. Satana sta tentando di minacciare e distruggere i due pilastri, in modo da poter forgiare un’altra creazione. Come se stesse provocando il Signore, dicendo a Lui: “Farò un’altra creazione, e l’uomo e la donna diranno: qui ci piace molto di più”.
Le Scritture dicono che il diavolo è il padre della menzogna, che si presenta come un angelo di luce…
Nel mio discorso, spiegherò le parole di Gesù su Satana: “Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna” (Giovanni 8:44). E così secondo me – e non so se Giovanni Paolo II lo avesse già previsto – in questo tipo di situazione l’essere umano che deve essere difeso di più è la donna. Infatti nel suo pontificato scrisse Mulieris Dignitatem. Lì volle sviluppare una teologia della femminilità, perché capì che questo fosse un punto delicato.
La donna è quindi il campo di battaglia?
Nella Bibbia c’è un dettaglio che mi ha sempre colpito. Dopo il peccato originale, Dio affronta il serpente e dice: “Io porrò inimicizia tra te e la donna”. Dio ha posto una particolare inimicizia tra la donna e il male, come se la donna avesse una sorta di istinto per il bene. Dio ha posto questa inimicizia proprio tra la donna e il male. Il testo continua: “Tra la tua stripe e la sua stirpe”, e qui i teologi vedono la predizione del Figlio di Maria. Pertanto, la donna ha un particolare coinvolgimento che ha conseguenze per la cultura, la società e la famiglia.
Stiamo commemorando il centenario delle apparizioni della Madonna ai bambini di Fatima. Qual è il messaggio oggi?
Per me, l’originalità di Fatima è questa: a Fatima, la Madonna ha profetizzato. In altre apparizioni, non ha profetizzato, bensì esortato. Come a Lourdes: fate penitenza, pregate, dite ai sacerdoti di costruire una cappella in questo posto. Esorta e ricorda le forti esortazioni di Gesù alla penitenza e alla preghiera. Ma a Fatima profetizza; questo vuol dire che si introduce negli eventi umani e gli interpreta. Non l’aveva mai fatto prima.
Anche Suor Lucia ha profetizzato?
Sì, l’ha pienamente indirizzata [la profezia della Madonna] e ci ha lasciato le sue Memorie. Alcuni sono molto sconvolgenti. Sentì che questo fosse il compito che la Madonna le aveva dato, cioè diffondere e interpretare questa profezia.
E anche le parole di Suor Lucia sulla “battaglia decisiva” sono state una profezia?
Si assolutamente. Ciò che Suor Lucia mi ha scritto si sta adempiendo oggi.
[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]
tratto da: https://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/intervista-esclusiva-al-cardinale-caffarra-quanto-mi-ha-scritto-suor-lucia-si-sta-adempiendo-oggi/

sabato 13 maggio 2017

Fatima: 100 anni di speranza! "Alla fine il mio Cuore immacolato trionferà"!


Il 13 maggio 1917, domenica precedente l’Ascensione, dopo aver assistito alla Santa Messa, Lucia, Francesco e Giacinta portano il gregge a pascolare in un luogo detto “Cova da Iria”, [con ogni probabilità il luogo fu chiamato così in onore di Santa Irene, piccola martire della purezza, massacrata a Tomar, a una ventina di chilometri di distanza, su ordine di un pretendente respinto], a cui arrivano verso il mezzogiorno  [qui e in seguito ci riferiremo sempre all’ora solare; in quel periodo, per avere la stessa ora dei belligeranti,  in Portogallo vigeva una ora legale che anticipava di 90 minuti l’ora solare]. 
Preso il pasto e recitato il Rosario cominciano a giocare quando vedono come un lampo; pensando che sia in arrivo un temporale cominciano ad avviarsi col gregge verso casa. [Suor Lucia ha spiegato che si trattava non di un lampo vero e proprio ma piuttosto del riflesso di una luce che si avvicinava ]. Poco dopo vedono un altro lampo e, dopo pochi passi, vedono sopra un piccolo leccio, [alto circa un metro, ben fatto e vigoroso], una Signora tutta vestita di bianco, più brillante del sole, che irradiava una luce più bianca e più intensa di quella di un vaso di cristallo pieno di acqua cristallina attraversato dai raggi del sole più ardente.
Suor Lucia, nel suo quarto memoriale del 1941, così racconta:

“Eravamo così vicini a lei che ci trovavamo nella luce che la circondava o che, piuttosto, emanava da lei, forse solo a un metro e mezzo di distanza, più o meno.
Allora la Madonna ci disse:
- “Non abbiate timore! Non vi farò del male” 
Di dove siete? le chiesi.
- “Sono del Cielo”
E che cosa volete da noi?
- “Sono venuta per chiedervi di venire qui per sei mesi di seguito, il 13 [di ogni mese] a questa stessa ora. Più tardi vi dirò chi io sono e quello che voglio. Poi riverrò ancora qui una settima volta”
Ed io andrò in Cielo?
- “Sì, ci andrai”
E Giacinta?
- “Anche lei”
- E Francesco? 
- “Anche lui. Ma dovrà recitare molti rosari”
Mi ricordai allora di formulare una domanda riguardo a due ragazze che erano morte da poco. Erano mie amiche e venivano a casa nostra per imparare a tessere con mia sorella maggiore.
- Maria das Neves, è già in Cielo?
- Sì, vi è”  (mi sembra che avesse pressappoco 15 anni)
- Ed Amalia?
- “Essa deve restare in Purgatorio fino alla fine del mondo” (mi sembra che potesse avere 18 o 20 anni)
- “Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà inviarvi, in atto di riparazione per i peccati per i quali è offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?”
- Sì, lo vogliamo, certo!
- “Avrete quindi molto da soffrire, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto”
Fu pronunciando queste ultime parole che la Madonna aprì per la prima volta le mani [fino a quel momento aveva tenute le mani giunte] e ci comunicò, a mezzo di una specie di riflesso che emanava da lei, una luce così intima che, penetrando nel nostro cuore, e fino al più profondo della nostra anima, faceva sì che vedevamo noi stessi in Dio, che era questa luce, più chiaramente di come ci si vede in uno specchio. 
Allora, a causa di un impulso interno che ci era anche comunicato, siamo caduti in ginocchio ed abbiamo ripetuto dal profondo del nostro cuore:
O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!
Dopo qualche momento la Madonna aggiunse:
“Si reciti il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace, per la fine della guerra!”
Poi ella cominciò ad innalzarsi dolcemente, nella direzione del levante, fino a sparire nella immensità del cielo.”

giovedì 11 maggio 2017

Fatima ci insegna a scrutare il Cielo


di Roberto de Mattei, in Radici Cristiane, n. 121 – febbraio 2017. Le apparizioni di Fatima del 1917 ci trasmettono, cento anni dopo, ancora molti insegnamenti. Uno di questi è l’invito a saper leggere i segni del Cielo. A Fatima ogni apparizione della Madonna ai tre pastorelli fu accompagnata da fenomeni atmosferici.
Il più straordinario fu quello del 13 ottobre 1917. La Madonna stessa annunziò alla piccola Lucia, l’unica dei tre veggenti con cui parlava, che le sue apparizioni si sarebbero concluse con un miracolo, affinché tutti fossero convinti dell’autenticità del messaggio: «L’ultimo mese farò il miracolo perché tutti credano». Decine di migliaia di persone tra pellegrini e scettici, che volevano dimostrare la falsità delle apparizioni, accorsero il 13 ottobre alla Cova da Iria. I quotidiani del tempo parlarono di 40-50 mila presenti, ma il numero fu probabilmente molto maggiore. Alla fine dell’ultimo colloquio di Lucia con la Madonna, nel momento in cui la santissima Vergine si elevava verso il Cielo, si udì il grido della pastorella: «Guardate il sole!».
Le nuvole si aprirono, lasciando vedere il sole che brillava di un’intensità mai vista, ma senza accecare gli occhi. «La cosa più stupefacente era il poter contemplare il disco solare per lungo tempo, brillante di luce e calore, senza ferirsi agli occhi o danneggiare la retina», testimoniò José Maria de Almeida Garrett, professore di scienze naturali presso l’Università di Coimbra.
Il giornalista Avelino de Almedia, redattore-capo di O Sèculo, quotidiano socialista di Lisbona, che aveva fino ad allora ridicolizzato gli eventi, scrisse il 15 ottobre sul suo giornale: «L’immensa moltitudine si volta verso il sole, che si mostra libero dalle nuvole, nello zenit. L’astro sembra un disco di argento scuro ed è possibile fissarlo senza il minimo sforzo. Non brucia, non acceca. Si direbbe realizzarsi un’eclissi. Ma ecco che un grido colossale si alza e dagli spettatori che si trovano più vicini si ode gridare: “Miracolo, Miracolo! Meraviglia, meraviglia”».
Antonio Borelli Machado descrive il fenomeno in questi termini: «Il globo solare cominciò a roteare vertiginosamente, i suoi bordi divennero scarlatti e si allontanò nel cielo, come un turbine, spargendo rosse fiamme di fuoco. Questa luce si rifletteva sul suolo, sulle piante, sugli arbusti, sui volti stessi delle persone e sulle vesti assumendo tonalità scintillanti e colori diversi. Animato per tre volte da un movimento folle, il globo di fuoco parve tremare, scuotersi e precipitarsi zigzagando sulla folla terrorizzata. Il tutto durò circa dieci minuti».
L’avvocato Dominhos Pinto Coelho scrisse sul quotidiano cattolico O Ordem: «Il sole a momenti era circondato da fiamme cremisi, in altri aveva un’aureola di giallo e rosso, in altri ancora sembrò roteare rapidissimo e poi ancora sembrò che si distaccasse dal Cielo per avvicinarsi alla terra». Manuel Nunes Formigao, sacerdote del seminario di Santarem, racconta da parte sua: «Il sole iniziò a girare vertiginosamente sul suo asse, come il più magnifico fuoco d’artificio che si possa immaginare, assumendo tutti i colori dell’arcobaleno e lanciando bagliori di luce multicolore. Questo sublime e incomparabile spettacolo, che si è ripetuto tre volte, è durato per circa dieci minuti. L’immensa moltitudine, sopraffatta all’evidenza di tale tremendo prodigio, si gettò in ginocchio». Finalmente il sole tornò zigzagando al punto da cui era precipitato, restando di nuovo tranquillo e splendente, con lo stesso fulgore di tutti i giorni.
La “danza del sole” del 13 ottobre è un fatto storico, attestato da migliaia di persone, che lo hanno descritto nei minimi dettagli. Nel 1967 il canonico Martins dos Reis ha dedicato un’intera opera allo studio di questo prodigio (O Milagre do Sol e o Segredo de Fátima, Ed. Salesianas, Porto, 1966). Ma la Madonna annunziò ai tre pastorelli anche un altro fenomeno celeste. Il 13 luglio disse loro: «Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre».
Il 25 gennaio 1938 il cielo di tutta Europa fu illuminato da una grandiosa aurora boreale. I giornali parlarono di evento «eccezionale», «rarissimo» e «visibile in tutta Europa». Suor Lucia era convinta che si trattasse del segno premonitore indicato dalla Madonna. Gli storici oggi concordano nel ritenere che la guerra in Europa iniziò di fatto nel 1938, l’anno dell’annessione dell’Austria (marzo) e dell’occupazione dei Sudeti (ottobre) da parte della Germania hitleriana.
Una seconda aurora boreale illuminò il cielo il 23 settembre 1939 (in realtà 23 agosto, in settembre si era già in guerra N.d.R.): «Quella notte – racconta nelle sue Memorie il gerarca nazista Albert Speer – ci intrattenemmo con Hitler sulla terrazza del Berghof ad ammirare un raro fenomeno celeste: per un’ora circa, un’intensa aurora boreale illuminò di luce rossa il leggendario Untersberg che ci stava di fronte, mentre la volta del cielo era una tavolozza di tutti i colori dell’arcobaleno. L’ultimo atto del ‘Crepuscolo degli dei’ non avrebbe potuto essere messo in scena in modo più efficace. Anche i nostri volti e le nostre mani erano tinti di un rosso innaturale. Lo spettacolo produsse nelle nostre menti una profonda inquietudine. Di colpo, rivolto a uno dei suoi consiglieri militari, Hitler disse: “Fa pensare a molto sangue. Questa volta non potremmo fare a meno di usare la forza”».
Proprio quella notte avvenne il patto von Ribbentrop-Molotov, che sancì la sciagurata alleanza tra Hitler e Stalin, punto culminante della guerra che deflagrava. Le terribili sofferenze della seconda guerra mondiale non furono però sufficienti a far ravvedere l’umanità che, negli ultimi settant’anni, è andata precipitando sempre di più in un abisso di peccati pubblici di ogni genere. Lo scenario che il Signore rivelò a suor Lucia il 3 gennaio 1944 appartiene purtroppo al nostro futuro: «Ho sentito lo spirito inondato da un mistero di luce che è Dio e in Lui ho visto e udito:la punta della lancia come fiamma che si stacca, tocca l’asse della terra ed essa trema: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti sono sepolti. Il mare, i fiumi e le nubi escono dai limiti, traboccano, inondano e trascinano con sé in un turbine, case e persone in un numero che non si può contare, è la purificazione del mondo dal peccato nel quale sta immerso».
Le guerre e le persecuzioni predette dalla Madonna a Fatima si accompagneranno a terribili sconvolgimenti atmosferici, ma tutto questo sarà verosimilmente preceduto da un grande segno del Cielo, di cui le aurore boreali del 1938-1939 furono solo una prefigurazione. Il 3 gennaio 1944, nel palpitare accelerato del cuore e nel suo spirito, suor Lucia udì una voce leggera che diceva: «Nel tempo, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica. Nell’eternità il Cielo! Questa parola ‘Cielo’ riempì il mio cuore di pace e felicità, in tal modo che, quasi senza rendermi conto, continuai a ripetermi per molto tempo: il Cielo, il Cielo!».
Il nostro sguardo deve essere rivolto sempre verso il Cielo, perché i Cieli narrano la gloria di Dio (Salmo 18, 2) e in Cielo, annunzia l’Apocalisse (12, 1), apparirà un grandioso segno: una Donna rivestita di sole. Scrutando il Cielo, che è un luogo spirituale prima che fisico, riusciremo a prevedere l’ora tragica del castigo e quella splendente del trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
 


 

domenica 30 aprile 2017

Fatima è un fatto, non un'ermeneutica. - Editoriale di "Radicati nella fede", Maggio 2017.



Pubblichiamo l'editoriale di Maggio 2017

FATIMA E' UN FATTO,
NON UN'ERMENEUTICA.


FATIMA E' UN FATTO, NON UN'ERMENEUTICA.
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno X n° 5 - Maggio 2017

 Fatima è un fatto, punto e basta.
 Se c'è una cosa che tutti devono riconoscere nel centenario delle apparizioni della Madonna in terra di Portogallo, è che da Fatima non si può prescindere. Sia che tu le riconosca come vere, sia che tu rimanga come un po' in sospeso, da Fatima non puoi esulare: essa segna una “botta” di cristianità in mezzo al secolo più laico che la storia abbia mai conosciuto; segna un emergere della coscienza cattolica, più  puramente cattolica che si possa immaginare, alla vigilia della seconda guerra mondiale e di quella che viene da molti chiamata la terza guerra mondiale, cioè il Concilio Vaticano II e il suo turbolento post- concilio.

 Il fatto stesso che la Chiesa non le abbia sconfessate, ma anzi riconosciute ripetutamente, anche con il pellegrinaggio di suoi tre Papi (il quarto, l'attuale, è in procinto di recarvisi), pone le apparizioni di Fatima al centro della storia della Cattolicità tra '900 e 2000.

 E non è nemmeno necessario chiarire il mistero del terzo o quarto segreto, che tutt'ora permane, per capire che Fatima colpisce al fianco quella falsificazione della vita della Chiesa che si è andata drammaticamente operando in nome dell' “aggiornamento”.
 Basta risentire i primi due segreti, quelli conosciuti con chiarezza, per capire che il Cielo è intervenuto a correggere quel disastro che gli uomini di chiesa avrebbero costruito da lì a poco. La visione dell'inferno, l'annuncio della fine della prima guerra mondiale e poi l'annuncio della seconda, se gli uomini non si fossero pentiti e ravveduti, sono la più solenne dichiarazione che il nuovo cattolicesimo, sfornato negli anni '60, non ha nulla a che fare con la Rivelazione, non ha nulla a che fare col Vangelo di Cristo.

 Viene proprio da dirlo: bastano i primi due segreti per scandalizzarsi, se si è dei cattolici ammodernati!

 Sì, perché Fatima è la solenne riaffermazione che la storia dipende da Dio, proprio da Dio. Che le guerre non sono l'inizio del male, ma l'esito del peccato degli uomini. Fatima ci ricorda che i nostri atti ci seguono; che il tradimento nei confronti di Dio si paga, nella vita personale come in quella pubblica, a meno che non intervenga un salutare pentimento. Fatima, la Madonna a Fatima, parla per i Pastori della Chiesa che non parlano più; avvisa i suoi figli che bisogna riparare l'offesa fatta a Dio e che da questo dipenderà la storia del mondo, delle nazioni e dei popoli, e non solo la vita personale.

 Fatima riafferma l'esistenza dell'Inferno e la sua tragica possibilità, mentre di lì a poco tutta la pastorale della Chiesa ne avrebbe vietato il parlarne. In una parola, Fatima è così limpida come contenuto che è semplicemente una pagina evangelica; ma proprio del Vangelo nel suo contenuto più semplice di conversione, di dannazione e salvezza, la Chiesa si stava preparando a non parlare più.

 Certo, si parlerà molto di Fatima in questi mesi, ma molto verrà fatto per tradirla. La si ridurrà all’esperienza spirituale di tre bambini, sottolineando solo che Dio è provvidenza e non abbandona gli uomini. La si ridurrà ad una specie di “scuola di preghiera”, come quelle che tanto andavano in voga negli anni '80, ma ci si guarderà bene dal ricordare fino in fondo ciò che la Madonna ha detto in riferimento alla storia dell'umanità e della Chiesa. Si annullerà Fatima dentro la grande ermeneutica della Chiesa di oggi: tutto va riletto dentro lo “spirito del Concilio”, anche Fatima che ne è così evidentemente lontana.

 I cattolici di oggi sono così immersi nel Naturalismo, per cui Dio resta al di là della storia senza determinarne il corso, da non sopportare che una guerra scoppi perché i cristiani non osservano più i comandamenti. Per i cattolici riprogrammati dai vari sinodi diocesani, la storia ha ragioni economiche e sociali, mai religiose.

 Invece Fatima, eco del Vangelo, dice il contrario: le cause sono sempre religiose: dall'obbedienza o meno a Dio, a Gesù Cristo, dipende tutto.

 Il terzo segreto, sia quello che sia, non sarà di una natura diversa da quella dei primi due: ribadirà che la storia dell'umanità e anche quella della Chiesa, dipendono dalla santità o meno dei cristiani. Il terzo segreto riaffermerà che anche la Chiesa si può rinnovare non nelle ottuse analisi umane, ma nell'osservanza della volontà di Dio, possibile solo nella grazia dei sacramenti.
 Apprestiamoci a vivere allora con la semplicità dei bambini, dei bambini di Fatima, questo centenario, consapevoli che non si tratta della celebrazione di un fatto passato, ma di un potente richiamo attuale: se gli uomini continueranno a offendere Dio una guerra peggiore scoppierà... e che sia guerra militare o guerra morale poco importa, visto che in entrambe le anime sono esposte al pericolo della dannazione eterna, da cui la Madonna ci vuole sottrarre.

 Apprestiamoci a vivere il centenario di Fatima accogliendo il grande richiamo della devozione al Cuore Immacolato di Maria, vero e proprio “pugno nello stomaco” per il cristianesimo ammodernato: la comunione riparatrice che cambia il corso della storia.

venerdì 14 aprile 2017

La liturgia del passato fonte del futuro dopo la devastazione del presente





Dal 29 marzo al 1° aprile 2017 si è svolto a Herzogenrath – nella regione urbana di Aquisgrana, in Germania – il simposio Quelle der Zukunft («La fonte del futuro»), nel decimo anniversario della pubblicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI, che contiene le indicazioni giuridiche e liturgiche per la celebrazione della messa in latino, celebrata secondo il Messale Romano promulgato da san Pio V. Il simposio è stato organizzato dall’Associazione Una Voce-Germania, dal Circolo cattolico di sacerdoti e laici delle Archidiocesi di Amburgo e Colonia, dall’Associazione Cardinal Newman, e dalla Rete di sacerdoti della parrocchia cattolica di Santa Gertrude a Herzogenrath. Per sopraggiunti impegni, S. Em. il card. Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, non ha potuto intervenire di persona, ma, con i ringraziamenti agli organizzatori, ha inviato un’ampia relazione introduttiva, di prossima pubblicazione sulla rivista Studi cattolici (n. 674, aprile 2017, pp. 244-249). Con il permesso della direzione della rivista Studi cattolici, che ringraziamo, siamo lieti di offrire qui di seguito, in anteprima per i lettori di Romualdica, il testo integrale della relazione del card. Sarah (il titolo e i sottotitoli sono redazionali).

giovedì 13 aprile 2017

nuovo e visibile Sacerdozio


 
«Il Sacrificio e il Sacerdozio per divino ordinamento sono talmente congiunti che l’uno e l’altro sono esistiti sotto ogni legge. E poiché nel Nuovo Testamento la Chiesa Cattolica ha ricevuto dalla istituzione stessa del Signore il santo visibile Sacrificio dell’Eucarestia, bisogna anche confessare che vi è in essa anche il nuovo e visibile Sacerdozio, in cui è stato trasferito l’Antico (Cfr. Heb. VII, 12)».
(Concilio Tridentino, Decreto sul Sacramento dell'Ordine, Sess. XXIII, 15 luglio 1563)

venerdì 31 marzo 2017

Al Naturalismo non servono le chiese - Editoriale di "Radicati nella fede", Aprile 2017.



Pubblichiamo l'editoriale di Aprile 2017

AL NATURALISMO 
NON SERVONO LE CHIESE


AL NATURALISMO NON SERVONO LE CHIESE
Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno X n° 4 - Aprile 2017
 
  Che crisi del Cattolicesimo! Che desolazione ci circonda! Un deserto sconfinato, pieno di ruderi, tra i quali si aggirano anime spaventate in cerca di una guida.
  Apparentemente tutto sembra al suo posto... ancora segni della storia cristiana, monumenti che ti parlano del popolo di Gesù Cristo; ancora immagini di santi... ancora croci e altari... ancora chiese, ma senza la vita dentro.
  Sì, è proprio questa l'impressione violenta: senza la vita dentro.

  Intanto perché la maggioranza delle chiese resta chiusa: ti aggiri nei paesi con al centro, perennemente, la casa di Dio inaccessibile, non si sa per quale prudenza! Fatte per l'incontro degli uomini con Dio, edificate per il culto e per l'adorazione di Nostro Signore Gesù Cristo presente nel Santissimo Sacramento dell'Eucarestia, le chiese restano chiuse. Una parte di esse si apre solo per una veloce messa, il tempo per esplicare il rito scheletrico rinnovato, poi la porta viene di nuovo sprangata, in attesa della prossima volta; e questo solo per i villaggi che hanno, non si sa per quanto tempo ancora, la visita del prete.

  La cristianizzazione del mondo si è propagata nei secoli passati con l'apertura di luoghi di culto. In una terra desolata arrivavano i monaci per primi, iniziavano ad edificare una chiesa e una casa, il monastero, e abitandola vi instauravano la lode di Dio, il servizio all'Altissimo, trasformando quel pezzo di mondo da pagano a cristiano.

  La conversione dei popoli avveniva intorno ai monasteri, vere scuole del servizio di Dio. Paesi e poi città sono sorte attorno a questi luoghi consacrati; gli uomini hanno imparato dai monaci missionari cosa vuol dire vivere da cristiani, hanno imparato una vita redenta.
  Le parrocchie poi, quelle della diffusione capillare della vita cristiana, hanno continuato il lavoro: erano piccoli ma veri e propri monasteri, dove un parroco abitando cristianamente quella porzione di terra assieme ai fedeli, garantiva la possibilità di una vita diversa da quella del mondo senza Dio; una vita ritmata dall'anno liturgico, dalla grazia dei sacramenti, dall'osservanza dei comandamenti. In una parola, garantiva la vita soprannaturale degli uomini.

  È la storia della Cristianità.

  Della cristianità, non solo del Cristianesimo: cioè la storia della trasfigurazione del mondo che prese la forma di Cristo.
  Ne nacque una cultura. Una cultura, cioè una capacità intelligente di affrontare tutto secondo la forma di Cristo: il lavoro, la gioia, i dolori, la vita e la morte, l'arte e lo studio: tutto prese una forma nuova. Il Cristianesimo non solo era nella storia, ma fece la storia.

  Oggi non è proprio più così, che tristezza. Oggi i cristiani non fanno storia, la subiscono.

  Ma da dove arriva questo rivolgimento, questo terremoto inarrestabile che ha raso tutto al suolo?

  Non ne vediamo che una origine: il Naturalismo.

  Il Protestantesimo e il suo “cavallo di troia” che lo ha introdotto tra noi, cioè il cattolicesimo liberale, hanno prodotto il cattolicesimo modernizzato che non è nient'altro che naturalismo.

  Questo naturalismo “cattolico” crede in Dio, ma in un Dio da guardare da lontano, un Dio che in fondo in fondo non si è rivelato; o meglio, si riduce la rivelazione al fatto che Dio dice che c'è. E con questo Dio gli uomini hanno un semplice rapporto tra creatura e Creatore: tutto qui. Allora questo vuoto nel rapporto tra Dio e gli uomini viene riempito dalle nostre idee e opinioni; viene colmato dalle mode del momento, viene assunto come contenuto religioso quello che il mondo pensa: così si assiste a quella perenne giostra di cambiamenti che tanto piace ai cattolici nuovi, che stanno picconando ciò che resta della cristianità.

  Invece Dio si è rivelato.

  E ha rivelato un contenuto: ha rivelato la sua vita intima. Dio è Padre; dall'eternità, quando ancora non splendeva la luce creata sul mondo, Dio genera un Figlio, al quale comunica la sua natura, le sue perfezioni, la sua beatitudine, la sua vita. E il Padre e il Figlio sono uniti in un vincolo d'amore potente e sostanziale, da cui procede quella terza persona che la Rivelazione chiama con un nome misterioso: lo Spirito Santo. È il segreto della vita intima di Dio.

  Per un trasporto d'amore Dio decreta di chiamare delle creature a dividerla: questa vita traboccherà dal seno della divinità per raggiungere e beatificare elevandoli al di sopra della loro natura, degli esseri tratti dal nulla: gli uomini.

  Per questo il Figlio si fa uomo, il Verbo si fa carne: perché in Cristo, nella sua grazia santificante che discende dalla Croce, noi siamo adottati come figli, come veri figli.

  “Ecco, voi siete divinizzati” (Gv 10,34): da questa trasformazione dell'uomo, chiamato a partecipare, ad aderire alla vita intima di Dio, nasce la Cristianità, cioè la trasformazione del mondo intero, della storia e della realtà, chiamata a servire l'unica cosa necessaria, cioè la trasformazione dell'uomo nella santità.

  Questa è l'opera della vita, l'unica in fondo.

  Per questo c'è la Chiesa, per quest'opera hanno lavorato gli operai del vangelo nei secoli, per questo Dio ha voluto la Cristianità, cioè il mondo trasfigurato dalla grazia.
  Ma oggi non si parla quasi più della Trinità, della grazia santificante, della vita intima di Dio, della santità di Dio e della nostra santificazione. Si dice solo che Dio c'è, ma per questo non era necessaria la rivelazione, bastava la ragione umana.

  Per questo le chiese chiudono: alla religione naturale non servono più.

c'è un allegato


 

Roma, (askanews) -29 marzo 2017. Non tutto su Fatima è stato svelato. Il terzo segreto fu rivelato, per volere di Giovanni Paolo II, nel 2000. Ma c'è un allegato, che conterrebbe la spiegazione di suor Lucia sulle apparizioni avvenute nella cittadina portoghese. È la tesi del giornalista scrittore Saverio Gaeta, contenuta nel volume "Fatima. Tutta la verità" (edizioni San Paolo), scritto nel centenario delle apparizioni mariane, che cadono quest'anno.
Lo scrittore Saverio Gaeta: "Il terzo segreto è stato rivelato soltanto nel 2000, dopo tantissimi anni, mentre sappiamo che la Madonna aveva detto a Suor Lucia che si poteva già rivelare nel 1960. Quarant'anni dopo il pezzo del terzo segreto che è stato rivelato è parziale, perché la Madonna stessa nel 1944, quando disse a Lucia di scrivere al vescovo, le ordinò: scrivi quello che ti ordinano, ma non quello che ti è dato di comprendere".

Un lavoro certosino, quello di Gaeta, che ha messo in fila numerosi indizi che portano a questa tesi. "Sono andato a recuperare tutti gli aspetti divergenti che fanno vedere come cardinali, portavoce di Papi, autorevoli personaggi del Vaticano, indichino date differenti su aspetti identici. Le buste di diverse dimensioni, i fogli diversi. Tutto questo fa pensare che ci sia qualcosa che non è stato attribuito direttamente alla Madonna ma piuttosto alla spiegazione di Suor Lucia e che si è preferito tenere nascosto". "L'aggiunta di suor Lucia la possiamo trovare in alcuni testi svelati dalle suore di Coimbra un anno fa, quando hanno pubblicato una biografia con delle lettere inedite. Una di queste, del 1944, rivela cosa suor Lucia aveva detto al vescovo. Racconta di aver visto una luce immensa che è Dio, in questa sua visione di aver visto fiumi che straripavano, un terremoto che scuoteva la terra, qualcosa che dal cielo piombava sulla terra come una cosa fiammeggiante, e una guerra distruttrice.

 L'allegato, che dovrebbe contenere una parte inedita del terzo segreto, dove sarebbe? "Se c'è, come io ipotizzo, sta da qualche parte in Vaticano e la decisione spetta soltanto al Papa".

 

 

mercoledì 29 marzo 2017

anathema!


lunedì 27 marzo 2017

Kirill denuncia e condanna un'eresia globale


Il Patriarca ortodosso Kirill: la Chiesa deve combattere un 'eresia globale' senza precedenti che rivendica il diritto di peccare

Fr.

MOSCOW, Russia, March 23, 2016 ( LifeSiteNews ) -- The leader of Russia's 200 million Orthodox Christians says the modern world is steeped in heresy as never before. Mosca, Russia, 23 marzo 2016 ( LifeSiteNews ) - Il leader di 200 milioni di cristiani ortodossi della Russia dice che il mondo moderno è intriso di eresia come mai prima.

The "heresy" he speaks against is "worshipping the human" and enshrining laws that give the "right" to sin, which the Patriarch calls "the new idolatry that removes God from human life." L ' "eresia" contro cui egli parla è "adorare l'umano" sancendo leggi che danno il "diritto" di peccato, che il Patriarca chiama "la nuova idolatria che rimuove Dio dalla vita umana."

And he warns that the consequences of this modern heresy "can become apocalyptic." E avverte che le conseguenze di questo moderno eresia "possono diventare apocalittiche". Speaking from the pulpit of Christ the Savior Cathedral in Moscow, Patriarch Kirill said, "Today we are [seeing] a global heresy of bowing down to man, the new idolatry that removes God from human life... Nothing like that had even happened on a global scale before."

Parlando dal pulpito della Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, il Patriarca Kirill ha detto: "Oggi stiamo [assistendo] ad un'eresia globale di inchinarsi per l'uomo, la nuova idolatria che rimuove Dio dalla vita umana ... Niente di simile mai prima era accaduto su scala globale ".

Preaching on Orthodoxy Sunday, the first Sunday of Orthodox Lent, the Primate lamented that society's criterion of truth has become individual "rights," and such a mindset "has begun a revolutionary exile of God from man's life and that of society.” Predicando nella Domenica dell’Ortodossia, la prima Domenica della Quaresima ortodossa, il primate ha deplorato che il criterio della verità nella società attuale è dato dai "diritti",  individuali e che una tale mentalità "ha dato inizio ad un rivoluzionario esilio di Dio dalla vita dell'uomo e quella della società.”

His All-Holiness said the heresy began in Western Europe and America, but is now worldwide, infesting even his own country. SuaSantità ha detto che l'eresia è iniziata in Europa occidentale e in America, ma ora è in tutto il mondo, che sta infestando anche suo paese. "The idea of ​​a life without God is developing on a large scale around the world," he warned. "L'idea di una vita senza Dio sta sviluppando su larga scala in tutto il mondo", ha avvertito.

He criticized the elevation of human rights to the level above morality, decency, the Bible, and even God Himself. Ha criticato l'elevazione dei diritti umani al sopra della moralità, la decenza, la Bibbia, e anche di Dio stesso. "We are seeing how concerted efforts are being made in many prosperous countries to establish by law the person's right to any choice, including the most sinful ones, those that contradict God's Word, the concept of holiness, the concept of God," he said. "Stiamo vedendo come gli sforzi concertati sono stati fatti in molti paesi ricchi di stabilire per legge il diritto di una persona a qualsiasi scelta, tra cui i più peccaminose, quelli che contraddicono la Parola di Dio, il concetto di santità, il concetto di Dio"

The Patriarch then dedicated his Church to fighting this modern heresy. Il Patriarca ha poi esortato la sua Chiesa a combattere questa moderna eresia. "It is specifically at overcoming this present day's heresy, the consequences of which can become apocalyptic, that the church must aim the force of its strength, its word, its thought." "E 'specificamente per superare la presente eresia, le cui conseguenze possono diventare apocalittiche, che la chiesa deve mirare l’impeto della sua forza, la sua parola, il suo pensiero".

"We must defend Orthodoxy," Kirill said. "Dobbiamo difendere l'ortodossia", ha detto Kirill.

venerdì 24 marzo 2017

‘nel tempo, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica. Nell’eternità il Cielo!’.

 

NUOVO TESTO APOCRIFO SU FATIMA. MA INTANTO QUELLI AUTENTICI SONO SCONVOLGENTI E SONO IGNORATI

di Antonio Socci

da “Libero”, 22 marzo 2017
 
E’ appena uscito, in Spagna, un libro dello scrittore cattolico José Maria Zavala che sta già facendo rumore anche da noi. E’ intitolato “El secreto mejor guardado de Fatima”, il Segreto meglio custodito di Fatima, perché indaga sulla possibilità che il famoso “Terzo segreto di Fatima” non sia stato tutto rivelato nel 2000, quando il Vaticano lo pubblicò.
Per la verità l’autore propone addirittura lo scoop (presunto) del testo autografo di suor Lucia che sarebbe stato nascosto da anni.
Premetto subito, però, che a me, per molti motivi, non sembra un testo autentico della veggente di Fatima.Per questo, pur avendo ricevuto il Pdf del libro dall’autore, diversi giorni fa, non ne avevo scritto. Sennonché ieri il caso mediatico è scoppiato ed allora è necessario chiarire alcune cose.
Il testo pubblicato da Zavala – se fosse autentico – andrebbe insieme alla famosa visione del “vescovo vestito di bianco” pubblicata dal Vaticano nel 2000, quella che si conclude col martirio del vecchio “Santo Padre”, di ecclesiastici e fedeli, sotto una grande croce.
Ma già qui i conti non tornano perché il testo di quella visione fu scritto da suor Lucia il 3 gennaio del 1944 e il 9 gennaio fu informato il suo vescovo. Mentre il testo di Zavala porta la data 1 aprile 1944 (pesce d’aprile?) e commenta un’altra presunta visione che in realtà non è mai stata descritta in precedenza dalla veggente (oltretutto si tratterebbe di un commento della stessa suor Lucia, non della Madonna). Per cui presupporrebbe comunque un pezzo (il vero “quarto segreto”) mancante.
IL TESTO
In ogni caso lo scritto – la cui traduzione italiana è stata proposta ieri da Marco Tosatti (senza accreditarne l’autenticità) – è questo:
“Adesso vado a rivelare il terzo frammento del segreto; questa parte è l’apostasia nella Chiesa. Nostra Signora ci mostrò una visione di un individuo che io descrivo come ‘il Santo Padre’, davanti a una moltitudine che stava lodandolo. Però c’era una differenza con un vero Santo Padre, lo sguardo del demonio, questo aveva gli occhi del male. Poi, alcuni momenti più tardi, vedemmo lo stesso Papa entrare in una Chiesa, però questa Chiesa era la Chiesa dell’inferno, non c’è modo di descrivere la bruttezza di questo luogo, sembrava come una fortezza fatta di cemento grigio, con gli angoli rotti e le finestre come occhi, aveva un picco sul tetto dell’edificio. Subito alzammo lo sguardo verso Nostra Signora che ci disse avete visto l’apostasia nella Chiesa, questa lettera può essere aperta dal Santo Padre, però deve essere annunciata dopo Pio XII e prima del 1960. Nel regno di Giovanni Paolo II la pietra angolare della tomba di Pietro deve essere rimossa e trasportata a Fatima. Poiché il dogma della fede non è conservato a Roma, la sua autorità sarà rimossa e consegnata a Fatima. La cattedrale di Roma deve essere distrutta e una nuova costruita a Fatima. Se 69 settimane dopo che questo ordine sia annunciato, Roma continua la sua abominazione, la città sarà distrutta. Nostra Signora ci disse che questo è scritto, Daniele 9,24-25 e Matteo 21, 42-44”.
In realtà questo testo era già uscito, nell’aprile 2010, su un sito internet: “Tradition in Action”. Il quale lo proponeva in modo alquanto critico.
PERIZIA ED ERRORI
Zavala, che è un autorevole saggista cattolico, ha però sottoposto il testo a un attento studio grafologico di un’esperta di riconosciuta competenza, che lavora per i tribunali spagnoli.
La grafologa ha concluso che questo testo è stato scritto dalla stessa mano che redasse, più di 70 anni fa, le altre parti del Segreto di Fatima, ovvero suor Lucia dos Santos, la veggente di Fatima.
Tuttavia c’è un problema: la perizia non è stata fatta sull’originale, perché Zavala ha ricevuto, da anonimi, la riproduzione di questo foglio via mail. Se ho ben capito non possiede il cartaceo.
Il dubbio fortissimo dunque è che – utilizzando i molti testi autografi di suor Lucia presenti in rete – con un buon programma sia stato possibile a qualcuno, rimasto anonimo, costruire un testo apocrifo utilizzando la calligrafia della stessa veggente.
Oltre a questo ci sono dettagli del testo che inducono al massimo scetticismo, come il termine “cattedrale” in riferimento alla Basilica di San Pietro (la cattedrale di Roma in realtà è San Giovanni in Laterano). Altre cose sono molto scombinate, dal riferimento alle “69 settimane” del profeta Daniele (con la distruzione di Roma) alla frase errata relativa al 1960.
Ma è tutto l’insieme che appare insensato. Ritengo perciò che sia l’ennesimo testo fasullo del Terzo Segreto. Questi apocrifi proliferano perché ormai è sempre più evidente che davvero manca qualcosa al testo della visione rivelata dal Vaticano nel 2000.
PAROLA DI BENEDETTO
Nel 2006 pubblicai “Il quarto segreto di Fatima”, un’ indagine che evidenziò moltissimi indizi i quali indicano l’esistenza di una parte non pubblicata del “Terzo Segreto”.
Lo stesso Marco Tosatti aveva pubblicato il libro “Il segreto non svelato” e in questi giorni è uscito “Fatima. Tutta la verità”, di Saverio Gaeta, che rimette in fila tutti gli indizi. E ormai sono tanti.
Il più autorevole è venuto dallo stesso Benedetto XVI che – pellegrino a Fatima il 13 maggio 2010, contraddicendo di fatto quanto aveva scritto il suo Segretario di Stato – affermò: Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa”.
In aereo, conversando con i giornalisti, aveva spiegato che – insieme alle sofferenze del Papa, che “possiamo in prima istanza riferire a Giovanni Paolo II” – nel Messaggio di Fatima c’è molto di più, perché “sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano. … e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano[…]. Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa”, anzi, aggiunse, “la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa”.
Quindi – concludeva papa Ratzinger – “dobbiamo reimparare proprio questo essenziale: la conversione, la preghiera, la penitenza e le virtù teologali”. Perché – spiegava il pontefice – “la fede in ampie regioni della terra, rischia di spegnersi come una fiamma che non viene più alimentata”.
Ma questo, aggiungeva il Santo Padre, ha pure un riverbero cupo sul mondo. Infatti egli ricordava che “l’uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce ad interromperlo”.
VERA VISIONE DI LUCIA
Fra le cose che potrebbero essere contenute nel Segreto di Fatima c’è proprio una terrificante visione profetica sul mondo di suor Lucia, questa sicuramente autentica perché pubblicata dalle stesse sue consorelle di Coimbra in un volume del 2014 che attinge alle lettere della veggente e al suo diario inedito.
Io ne detti notizia su “Libero” il 17 agosto 2014. E’ un’agghiacciante visione legata proprio al Terzo Segreto.
Suor Lucia scrive:
“ho sentito lo spirito inondato da un mistero di luce che è Dio e in Lui ho visto e udito: la punta della lancia come fiamma che si stacca, tocca l’asse della terra ed essa trema: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti sono sepolti. Il mare, i fiumi e le nubi escono dai limiti, traboccano, inondano e trascinano con sé in un turbine, case e persone in un numero che non si può contare, è la purificazione del mondo dal peccato nel quale sta immerso. L’odio, l’ambizione, provocano la guerra distruttrice. Dopo ho sentito nel palpitare accelerato del cuore e nel mio spirito una voce leggera che diceva: ‘nel tempo, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica. Nell’eternità  il Cielo!’. Questa parola ‘Cielo’ riempì il mio cuore di pace e felicità”.
Questo è un testo sicuramente autentico, è relativo al Terzo Segreto di Fatima e dovrebbe far riflettere molto seriamente.
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.tratto da: http://www.antoniosocci.com/testo-apocrifo-fatima-intanto-autentici-sconvolgenti-ignorati/#more-5601