giovedì 3 gennaio 2013

una falsa chiesa all'opera

LA FALSA CHIESA ALL’INTERNO DELLA CHIESA E’ ALL’OPERA PIU’ CHE MAI 
di Stefano Arnoldi (*)


Giotto. Gesù scaccia i mercanti dal Tempio (Cappella degli Scrovegni)



Ora possiamo davvero dirlo: dopo averla vista all’opera anche in campo politico (l’incredibile e scandaloso appoggio a Monti e all’Europa che perseguono un programma massonico! - Per approfondire l'inconciliabilità fra la massoneria e la dottrina cristiana si legga il documento vaticano a questo link), la falsa chiesa all’interno della Chiesa ha gettato la maschera e ormai alla luce del sole, con diabolica sfrontatezza, manifesta le sue velenose eresie e i suoi tradimenti.
Tradimenti innanzitutto nei confronti di Cristo (giustamente Giovanni Zenone, direttore della casa editrice Fede&Cultura, scrive che la stirpe di Giuda si è ormai riprodotta a dismisura a guisa di cancro, e ancora una volta Cristo viene tradito per una manciata di monetine) ma anche tradimenti nei confronti dei fedeli della cui salvezza dell’anima e della conquista del Paradiso eterno non importa più a nessuno, tantomeno a quei sacerdoti, vescovi e cardinali che si sono fatti strumento di una falsa fede (annacquata da sentimentalismo e buonismo spesso al limite dell’infantilismo), di una falsa dottrina (avvelenata da visioni sempre più protestanti, dalle logiche mondane e da quel superbo carrierismo nella conquista del potere e della vanagloria), e infine, inesorabilmente, di una falsa chiesa (dove la morale e la verità hanno lasciato il posto a “logiche” di vita che non hanno nulla di cattolico, infettate come sono da compiacenti aperture a ciò che se si è chiamato fino a ieri “peccato”, oggi non lo è più: il sovvertimento del vero col falso e del bene col male è compiuto).
Davanti a tutto questo scenario, i cattolici assistono attoniti o forse, i più sprovveduti, nemmeno consapevoli di quello che si sta perpetrando a loro danno: qui c’è in gioco la salvezza o la dannazione eterna in quello scontro drammatico, come ricorda il card. Caffarra (arcivescovo di Bologna), tra la cultura della morte e il Vangelo della vita, tra il demonio e Cristo.
Terreno di scontro: la vita di ciascuno di noi. Oggetto del contendere: la nostra anima.
La vicenda, per l’intelletto umano, è persino imbarazzante nella sua semplicità, ma un cuore immerso in una società refrattaria alla Verità, offuscato da tante menzogne e condotto a zonzo da pastori smarriti che per di più si arrogano a guide pur essendosi segretamente fatti traditori dell’unico vero Dio che rivendica per Sé e per Sé solo il ruolo di Salvatore (con tanti saluti al cortile dei gentili del card. Ravasi), un cuore così offuscato non può che perdere il bandolo della matassa e cadere inesorabilmente nella ragnatela del ragno fino a diventarne preda e poi schiavo, per sempre.
E tutto questo perché accade? Perché la fede è in ritirata, anche in ambienti ecclesiastici, soprattutto in ambienti ecclesiastici: non si crede più nei Novissimi (alzi la mano chi riesce più a sentire le parole morte, giudizio, inferno, paradiso nelle omelie), non si crede più nell’unica vera dottrina capace di dare risposte precise a domande precise (quel magnifico Catechismo di San Pio X che ancora oggi ci insegna la retta dottrina, è stato rimosso e persino deriso da un clero che si definisce all'"avanguardia" col risultato che gli insegnamenti del Vangelo e le parole di Cristo vengono deformati e stravolti a seconda delle aspettative mondane del momento), non si crede più nella Messa (anzi, si odia quella di sempre, in latino…troppo pericolosa perché converte il cuore!) e nelle grazie che da Essa si sprigionano (ormai nelle Chiese le funzioni col “rito aggiornato” sono rappresentazioni teatrali pregne di insolenza verso il Padrone di casa con deformazioni liturgiche al limite del sopportabile, come sottolinea mons. Bux)…
Ma l’opera della falsa chiesa nella demolizione della fede e della vera Chiesa continua inesorabile: il suo venire a patti col mondo è manifesto e professarsi cattolici, di base o di bose (...e stendiamo un velo pietoso!), oggi non significa più nulla se non indossare una maschera di finto perbenismo per celare un vuoto interiore etico e spirituale da spavento.
In una Nota che ha fatto discutere (il Bene fa sempre discutere, il male passa invece sempre sotto silenzio...), mons. Crepaldi (vescovo di Trieste) aveva parlato di “due Chiese” che ormai esprimono due teologie diverse. Più chiaro di così!
Tutto ciò, lo sappiamo bene (o forse ce ne siamo dimenticati?), è stato predetto da Cristo: “...Ma quando il Figlio dell’Uomo verrà, troverà ancora la fede sulla terra?" (Lc 18, 8) lasciando intendere che tutto il mondo, anche la Chiesa, sarebbero stati investiti da una paurosa crisi di fede.
Tuttavia “… le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa” (Mt 16, 18). Non praevalebunt, le forze del male non potranno schiacciare ed eliminare la vera Chiesa, che sebbene sempre più ridimensionata e perseguitata (basta aprire gli occhi ed elevarci anche solo un millimetro dall’ipocrisia nella quale amiamo sguazzare) vive perché Cristo stesso vive in essa (se infatti la Chiesa fosse solo un’istituzione umana sarebbe già stata spazzata via dall’odio che tanti nella storia hanno riversato su di Essa per zittirla, condizionarla o distruggerla... questo è certo).
Del resto anche la Madonna a Fatima ha detto “alla fine il mio cuore immacolato trionferà” confermando il periodo di crisi, cioè di apostasia, entro il quale sarebbe passata la barca di Pietro e indicandosi Lei stessa come timone d’aiuto per uscire da quella tempesta.
Rendiamoci perciò conto di quello che sta succedendo e agiamo di conseguenza, perché ogni cristiano, volente o nolente, dovrà fare una scelta, avendo ben stampate nella mente e nel cuore queste parole: "...Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi a causa mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la ricompensa preparata per voi nei Cieli" (Mt 5, 11-12)… e non sono parole del card. Martini, ma di Gesù…queste sì, risuonano di vita eterna…
(*) direttore di Corsia dei Servi