lunedì 13 maggio 2013

senza tentennamenti e per il bene della Chiesa?...vedremo

“Trovare gli infiltrati massoni in Vaticano”

di Fabio Marchese Ragona
 
 
 
“Oggi dobbiamo seriamente affrontare il problema e fare di tutto per trovare possibili infiltrati dentro al Vaticano”. Un discorso lungo, dettagliato e senza mezzi termini, tenuto da un cardinale presente alle congregazioni generali che hanno preceduto il conclave dal quale è uscito Papa il gesuita Jorge Mario Bergoglio. Tra lo stupore dei confratelli, il porporato, inizia a leggere il testo di svariate cartelle, fino a quando non pronuncia quella parola che nessuno avrebbe immaginato venisse detta proprio in quella sede: massoneria.

Il retroscena di quelle lunghe giornate di inizio marzo viene raccontato da un cardinale italiano che, come tutti gli altri, si trovava all’interno dell’Aula nuova del Sinodo dove i porporati lavoravano a ritmi serrati in vista della clausura in Sistina: “L’affaire dei massoni in Vaticano sta diventando troppo grande”, avrebbe detto all’assemblea il porporato durante una delle riunioni presiedute dal decano Angelo Sodano, “il collegio cardinalizio deve muoversi per impedire che questa gente possa stare nel cuore della Chiesa e dev’essere uno dei primi punti da affrontare con il nuovo Pontefice eletto”.
La massoneria torna quindi a scuotere le sacre stanze e a far discutere cardinali e laici. Questa volta però sembra esserci uno scossone finale: la parola d’ordine che filtra Oltretevere è “tolleranza zero” verso i possibili infiltrati, tanto che, come racconta l’eminenza anonima, “un gruppo di cardinali sarebbe intenzionato a parlare dell’argomento con Bergoglio alla prima occasione utile”. Ma a render ancor più attuale il tema è un nuovo libro, “Vaticano massone. Legge, denaro e poteri occulti: il lato segreto della Chiesa di Papa Francesco” pubblicato da Piemme e scritto a quattro mani dai giornalisti Giacomo Galeazzi e Ferruccio Pinotti. All’interno del testo, corredato anche da qualche documento, si parla anche di eminenze e laici, dipendenti del Vaticano, appartenenti a logge segrete che avrebbero avuto un ruolo determinante nel furto di documento dall’appartamento del Papa, nelle dimissioni di Benedetto XVI e nell’elezione di Francesco al soglio pontificio.
Nel volume di oltre 500 pagine viene pubblicata anche una lettera indirizzata a Papa Giovanni Paolo II: il mittente è l’allora Gran Maestro della loggia massonica Grand’Oriente d’Italia, Virgilio Gaito, che insieme al cardinale Silvio Oddi (già Prefetto della Congregazione per il Clero e scomparso nel 2001) chiede al pontefice di seppellire l’ascia di guerra perché “è giunto il momento di lanciare un doveroso appello alla riconciliazione che ponga fine a questa secolare incomprensione tra Chiesa Cattolica e Massoneria”.
Appello del gran maestro a Wojtyla che rimarrà inascoltato: insieme al prefetto per la Congregazione della Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger, Giovanni Paolo II manterrà durante tutto il pontificato la linea dell’inflessibilità. Era stato sempre il Papa polacco nel 1983 a promulgare il nuovo codice di diritto canonico, inserendo anche un canone riguardante le logge massoniche. In un documento pubblicato lo stesso giorno dell’entrata in vigore del codice, infatti, l’allora prefetto Ratzinger chiarì che per un cattolico appartenere a una loggia massonica significava compiere un grave peccato, con il divieto di fare la comunione, senza alcuna deroga.
Un tema che ancora oggi continua a far parlare di sé e che resta comunque in primo piano, lasciando un alone di mistero alla Dan Brown sulla presenza o meno dei massoni in Vaticano. Domanda alla quale hanno cercato di rispondere anche i porporati durante le congregazioni pre-conclave, ricordando quel fumo di Satana entrato da qualche fessura all’interno della Chiesa, di cui aveva parlato nel giugno del 1972 Papa Paolo VI. “Serve un impegno da parte nostra”, avrebbe detto il cardinale all’assemblea di confratelli, “per chiudere la vicenda una volta per tutte. Senza tentennamenti e per il bene della Chiesa”.
(Articolo scritto per Il Giornale)
 
 http://stanzevaticane.tgcom24.it/2013/05/12/trovare-gli-infiltrati-massoni-in-vaticano/

giovedì 9 maggio 2013

un Papa povero


tratto dalla testimonianza di una nipote di Papa Pio XII
 
“Pio XII amava concretamente e non a parole, tutti gli esseri umani soprattutto quelli che soffrivano. Questo amore lo spingeva a voler soffrire come loro, ad imporsi le stesse privazioni cui erano costretti. Durante la guerra sapeva che molti uomini soffrivano la fame, ed egli si privava del cibo che avrebbe potuto avere in abbondanza. Quando cominciarono i bombardamenti, molta gente restò senza casa e fu costretta a affrontare i rigori del freddo senza riscaldamento, con pochi vestiti in condizioni di grave indigenza. Pensando a quelle famiglie, Pio XII, durante la guerra, non volle che il suo appartamento fosse riscaldato. Aveva le mani e i piedi gonfi, pieni di geloni. Faticava a scrivere a macchina, a tenere la penna in mano, non stava bene di salute, ma non volle il riscaldamento. Quando in Italia cominciò a scarseggiare lo zucchero e il caffè, mio zio smise di prendere caffè e fino al termine della guerra non bevette più una sola tazzina di caffè. Le scorte di zucchero e di caffè che c'erano in Vaticano e quelle che arrivavano, le mandava agli ospedali della città per gli ammalati.
In pubblico mio zio voleva sempre apparire perfetto, impeccabile. Rappresentava la Chiesa, sentiva in modo elevatissimo il senso di questa suprema dignità. Il suo comportamento e i suoi abiti, esteriormente, erano impeccabili come quelli di un sovrano. Ma in realtà egli era poverissimo. Dopo la sua morte, scoprimmo che il suo corredo di biancheria era misero: aveva soltanto tre camicie, logore e rattoppate, alle quali cambiava spesso i polsini inamidati perché, quelli, si vedevano. Aveva due o tre paia di scarpe che faceva continuamente aggiustare e risuolare. Durante gli anni della guerra diede ai poveri tutto quello che aveva, tutto il denaro che riceveva. Quando morì, non lasciò niente a nessuno, perché non aveva niente. Come tutti hanno potuto constatare osservando le fotografie pubblicate dopo la sua morte, dormiva in una camera disadorna, su una branda di ferro.”

mercoledì 8 maggio 2013

Pasqua di Maggio

καλή Ανάσταση!
BUONA PASQUA AI FRATELLI CRISTIANI ORIENTALI!


Pasqua nel Monastero di Bigorski (Macedonia)

martedì 7 maggio 2013

Vidi il rapporto tra due Papi







tutto previsto fin dal 1820......




Si era agli inizi dell’800 quando Anna Caterina Emmerich, suora agostiniana beatificata da Giovanni Paolo II nel 2004, riferiva le sue visioni:

Vidi anche il rapporto tra i due papi… Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città. Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità… (13 maggio 1820)

Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola… Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto… C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo… (12 settembre 1820)
C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed essi sembravano avere molto successo. Io non vedevo un solo angelo o un santo che aiutasse nel lavoro. (12 settembre 1820)

Vidi cose deplorevoli: stavano giocando d’azzardo, bevendo e parlando in chiesa; stavano anche corteggiando le donne. Ogni sorta di abomini venivano perpetrati là. I sacerdoti permettevano tutto e dicevano la Messa con molta irriverenza. Vidi che pochi di loro erano ancora pii, e solo pochi avevano una sana visione delle cose. Vidi anche degli ebrei che si trovavano sotto il portico della chiesa. Tutte queste cose mi diedero tanta tristezza. (27 settembre 1820)
Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Così doveva essere la nuova Chiesa… Ma Dio aveva altri progetti. (22 aprile 1823)

venerdì 3 maggio 2013

Se il peccato non dispiace più a Dio. Editoriale di maggio di "Radicati nella fede".






Editoriale del mese di maggio di “Radicati nella fede”

 Si è parlato tanto di Fatima nel decennio passato, dopo che il Papa Giovanni Paolo II ha voluto rivelare ciò che è stato presentato come il terzo segreto. Si è parlato tanto di Fatima, nelle polemiche che sono seguite alla rivelazione del terzo segreto, che molti pensano non completa. Ricordiamo tutti il segretario di stato Tarcisio Bertone alla televisione nazionale, presentare i biglietti scritti da Lucia e le buste che li contenevano, per smentire chi sosteneva che il terzo segreto era stato rivelato solo in parte. Ricordiamo tutti almeno il documentato libro di Socci, “Il quarto segreto di Fatima”, e tutto il vivace dibattito che ne è seguito.

 Insomma, si è parlato tanto di Fatima, ma che fine ha fatto la devozione al Cuore Immacolato di Maria?

 Certo, è vivissima in alcuni circoli ristretti, ma è ancora predicata e praticata nel tessuto concreto delle nostre parrocchie? Ci sembra proprio di no.

 La pratica dei primi 5 sabati del mese è praticamente scomparsa, quasi fosse una cosa per anime piccole, che non corrisponde più al modo che ha oggi la Chiesa di intendere la devozione alla Madonna. Ben inteso, nessuno negherà pubblicamente che si può essere devoti al Cuore Immacolato di Maria, ma presenteranno questa devozione come una pia pratica personale, che lascia il tempo che trova. Ma così non è!

 Di fronte al disastro del mondo sempre più ateo, Dio stesso è intervenuto a Fatima, indicando la via d'uscita alla distruzione dell'umanità: la devozione al Cuore Immacolato di Maria.

 Il 13 luglio 1917 così parlò la Madonna ai pastorelli:
 "La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio, nel regno di Pio XI ne comincerà un'altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio vi dà del fatto che si appresta a punire il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedire tutto questo, sono venuta a chiedere la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolterete le Mie richieste, la Russia si convertirà e avrete pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate. Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace"

 E due anni prima, nel 1915, l'angelo dell'apparizione invitò i bambini a pregare prostrati con lui in riparazione delle offese subite da Dio da parte dei peccatori, e in particolare con le parole: "Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima, Divinità di Gesù Cristo presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui Egli stesso è offeso, e per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria vi chiedo la conversione dei poveri peccatori.”

 C'è questo continuo ritorno della parola “riparazione”, che è ormai completamente incomprensibile per il mondo cattolico di oggi: eppure è questo il cuore di Fatima e della devozione al Cuore Immacolato. La Madonna chiede di pregare il Rosario e di offrire la comunione riparatrice, per riparare, appunto, agli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui si offende Dio. La Madonna chiede la comunione riparatrice per la conversione dei peccatori, perché si salvino da quell'inferno che mostrò loro il 13 luglio 1917: "La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell'incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento”

 E' accettabile questo per la Chiesa “rinnovata” della modernità, per i cosiddetti cristiani adulti del post-concilio? Questi considerando Fatima,  parlano dell'attentato a Giovanni Paolo II e dei cristiani uccisi nel '900 come se fossero il cuore di questo messaggio... ma non parlano più della riparazione, perché?

 Semplicemente perché è cambiato lo sguardo nei confronti del peccato dell'uomo e della misericordia di Dio: per i nuovi cristiani, in sostanza, il peccato non offende più Dio.

 Ci risiamo: il cattolicesimo modernista modifica i dogmi, le verità di fede, e quando parla di peccato non intende più dire ciò che la Chiesa ha detto per diciannove secoli.

  Per i modernisti, teorici o pratici, il peccato praticamente non esiste più, poiché esso non offende Dio. Dicono che il peccato non offende Dio, ma nuoce solamente al peccatore. Il peccato, per loro, non fa niente a Dio. Il peccato, dicono,  non fa che nuocere al peccatore facendogli perdere la vita divina - questo lo si concede - e, al tempo stesso, offende gli altri uomini. In queste condizioni il peccato non ha più la caratteristica dell’offesa, della distruzione dell’onore di Dio, della Sua gloria, della Sua lode; non ha più la caratteristica della disobbedienza alla legge di Dio. Insomma il peccato non è più cattolico, e quindi non va più riparato!

 Ci rendiamo conto fratelli, come fanno a parlare di Fatima tutti costoro, che ne hanno distrutto il cuore? Dobbiamo vigilare contro una falsa devozione alla Madonna, fatta solo di sentimentalismo, che non porta mai a ciò che la Beata Vergine chiede sempre: la nostra conversione, per il bene nostro e del mondo intero.

 È sorta una nuova religione che distrugge la nozione stessa di peccato.

 Abbiamo trovato una bella descrizione di questa drammatica situazione nella Chiesa, fatta da un vescovo illuminato per dottrina:
 “In seguito, ci si dice, come conseguenza, che Dio non punisce il peccato con una qualche pena temporale o eterna. Poiché il peccato non offende Dio, Dio non lo punisce. Del resto Dio è la bontà stessa: come potrebbe infliggere delle pene all’uomo peccatore? No, è l’uomo stesso che si punisce, subendo le conseguenze dei suoi errori, e l’inferno - se mai qualcuno vi si trova - l’inferno non è altro che l’esclusione, l’auto-esclusione dall’amore divino. Dunque l’inferno (per questi falsi cattolici moderni ndr) non è più una pena inflitta da Dio. Dio non ha più il diritto di punire. Ne consegue che l’uomo è esentato da ogni dovere di riparazione verso Dio. Ciò che noi chiamiamo, nel nostro catechismo, la soddisfazione dopo il peccato, il fatto che il peccatore debba soddisfare la giustizia divina a causa dei suoi peccati, la soddisfazione, il bisogno di espiare i propri peccati per riparare l’onore di Dio, non esiste più. L’uomo deve solo riparare la sua salute spirituale. Ma riparare la gloria di Dio, cooperare al recupero della creatura caduta nel peccato, non lo si vuole più! Mentre voi conoscete la bella dottrina cattolica della soddisfazione che è tutta a gloria di Dio, perché l’uomo peccatore possa rialzarsi e ridare a Dio la gloria e la lode, risollevando la sua decaduta natura per mezzo della soddisfazione, per mezzo della pena che egli subisce volontariamente”.

 Ma, alcuni diranno, e la Misericordia di Dio, dove la lasciate? La Misericordia infinita di Dio è tutta sulla Croce, dove Gesù ripara i nostri peccati versando il suo Preziosissimo Sangue. Gesù ha soddisfatto la giustizia divina morendo per i nostri peccati... è infinita questa misericordia, è infinita questa soddisfazione, e ci chiede di entrare in questa grande riparazione!

 Che senso avrebbero la Passione e la Morte di Gesù Cristo, se non fosse per questa soddisfazione della giustizia di Dio? La Croce di Cristo diventerebbe una specie di finzione, di buon esempio dato da Gesù, per dimostrarci che ci ama! No! Gesù soddisfa la giustizia divina, ripara i nostri peccati realmente, non fa un “teatrino” del suo amore.

 Ma fa di più: domanda a noi, per sua misericordia, di partecipare alla grande riparazione, non di negarla! Appartieni al corpo mistico di Cristo, ti è data la grazia di poter offrire il tuo sacrificio quotidiano, in unione alla Croce di Cristo, per riparare il tuo peccato e il peccato del mondo: questa è la dignità del cristiano! Dio, in Cristo, rende utile la fatica del vivere! Senza questa bontà di Dio che rende utile la tua sofferenza, essa sarebbe solo infinitamente triste perchè vuota. Che grazia! Ma occorre accogliere la verità di fede racchiusa nella parola “riparazione” perchè questa grazia agisca.

 Viviamo così il mese di maggio, fedeli al Rosario, ma con questo cuore di riparazione. 

martedì 16 aprile 2013

voci dall'eremo

 
Discernere i segni dei tempi
 
Il contenuto di questo "Eco dell'Eremo" negli articoli che si susseguono riguardano il saper discernere i segni dei tempi. Uno sguardo realistico sui tempi che stiamo vivendo nella Chiesa, nell'Italia e nel mondo si può definire nell'assioma classico: «ma/a tempora currunt».
L'apostasia della fede nelle masse è un dato di fatto; le correnti di pensiero e di azione all'interno della Chiesa, non sempre sono in linea con il magistero del Papa, la fede di molti preti e vescovi è languente; il primato del soprannaturale è in ribasso e si sostituisce con l'efficienza. La crisi delle vocazioni ecclesiastiche è preoccupante e molti ordini e congregazioni sono decimati nel numero e molti conventi e monasteri chiudono i battenti.
Anche in molti movimenti, che oggi vanno per la maggiore, non è tutto oro quel che luccica, talvolta vedendo le loro manifestazioni esterne della fede sorge una domanda: «Ma la fede di costoro è oggetto dell'intelligenza che muove di conseguenza la volontà o è solo sentimento religioso?» Ecco qualche accenno realistico sulla situazione della Chiesa oggi.
Se poi guardiamo alla nostra Italia che fu culla delle fede e del Papato, nella situazione attuale ove si ragiona ovunque con spirito trasgressivo, indifferente, ostile alla fede, viene. proprio da pensare ad una frase famosa che dice: «Nolumus hunc regnare super nos», «Non vogliamo che Lui (Cristo) regni».
Ma il rifiuto di Cristo e della sua legge di libertà e di civiltà non intacca minimamente la Sua regalità. Egli è e rimane «Rex regem et Dominus dominantum» cioè «Re dei re e Signore dei signori». Nulla va a scapito di Lui, ma tutto a scapito di questa nazione ormai in frantumi, che calpesta sotto i piedi quei valori non negoziabili di legge naturale e rivelata.
Non dimentichiamo la frase biblica «Deus non irridetur»cioè «Con Dio non si scherza».
Il rimedio a tanto male esiste ed è un ritorno ad una vita di fede autentica dove i diritti di Dio sono scrupolosamente osservati e dove il primato del soprannaturale ritorna al suo posto. La contemplazione, la vita interiore, la preghiera frequente e intensa sono l'anima, la sostanza dell'apostolato. Allora la Chiesa tornerà ad essere la luce ed il sole della società e non zucchero di compromessi col mondo che svantaggiano l'una e l'altro.
 
Fra Mario fratello anziano

da Eco dell' Eremo n. 63 Marzo 2013 ( Eremo Santuario B.V. del Soccorso Minucciano - LU)

domenica 14 aprile 2013

Papa Francesco e Fatima: "che dobbiamo aspettarci?" (A. Socci)

IL NUOVO PAPA E

IL TERZO SEGRETO DI FATIMA

di Antonio Socci
pubblicato su "Libero" del 14 aprile 2013  
 
Papa Bergoglio è alle prese col giallo del “quarto segreto” di Fatima, la misteriosa parte della profezia della Madonna che non sarebbe ancora stata pubblicata? Lo si evince da una serie di eventi sorprendenti di questi giorni.
L’EVENTO
Prima di esporli ricordiamo l’antefatto. Nel pieno della Prima guerra mondiale la Madonna appare, il 13 maggio 1917, a Fatima, in Portogallo, a tre pastorelli: Lucia dos Santos e i due cuginetti Francesco e Giacinta Marto.
L’evento si ripete ogni 13 del mese, fino al 13 ottobre di quell’anno, quando la Madre di Cristo dà il “segno” richiesto – come sfida – dai giornali laici e dai commentatori del tempo: il sole che vortica nel cielo.
Nell’apparizione del 13 luglio la Madonna aveva affidato ai bambini un messaggio per il mondo intero, una grande profezia di ciò che sarebbe accaduto di lì a poco se l’umanità non fosse tornata a Dio: la rivoluzione comunista in Russia, la diffusione del comunismo in tutto il mondo, grandi persecuzioni sulla Chiesa e infine una nuova e più terribile guerra mondiale col genocidio di popoli (si avverò tutto).
La terza parte di quel messaggio del luglio 1917, che – secondo l’indicazione della Madonna – doveva essere rivelata nel 1960, fu invece secretata nel 1959 da Giovanni XXIII.
Fiorirono così per anni attorno ad essa paure apocalittiche e ipotesi di ogni genere.
LO SVELAMENTO
Nel 2000 Giovanni Paolo II decise di rendere pubblico il Terzo Segreto: in quel testo suor Lucia descrisse la visione del “vescovo vestito di bianco”, la sua dolente Via Crucis in una città distrutta, in mezzo ai cadaveri, infine il suo martirio, sul monte della Croce, insieme a tanti vescovi e fedeli.
Era stato l’allora monsignor Bertone a istruire la pratica della pubblicazione del Segreto. Ma in quella istruttoria, nella pubblicazione e nell’interpretazione di quel testo molte erano le falle.
Nel mio libro “Il quarto segreto di Fatima”, uscito nel novembre 2006, mostrai le tante contraddizioni e gli indizi che inducevano a pensare che quel terzo segreto fosse incompleto: mancava un testo, di cui si conoscevano alcune caratteristiche, contenente le parole profetiche della Madonna sulla Chiesa e sul mondo di oggi.
Riferivo pure che l’antico segretario di Giovanni XXIII, monsignor Capovilla, testimone diretto degli eventi, in una conversazione con Solideo Paolini aveva accennato proprio all’esistenza di quel testo misterioso.
Nel maggio 2007 Bertone, nel frattempo diventato Segretario di Stato vaticano, uscì con un suo libro-intervista dove ribadiva la versione sua (e non solo sua), senza però dare una sola risposta alle tante domande e ai dubbi.
Qualche giorno dopo partecipò a una trasmissione tv durante la quale – senza contraddittorio – ripeté la sua idea e mostrò le buste aperte nel 2000 e contenenti il terzo segreto.
Questo “coup de théatre”, che avrebbe dovuto confutare ogni dubbio, fu però un autogol. Infatti fu facile osservare che su quelle buste mancava qualcosa che doveva esserci.
Perché monsignor Capovilla aveva riferito, un’intervista di alcuni anni prima, che quando – nel 1959 – papa Roncalli lesse il Terzo segreto e decise di secretarlo, disse allo stesso Capovilla di “richiudere la busta” scrivendoci sopra “non dò nessun giudizio” perché il messaggio “può essere una manifestazione del divino e può non esserlo”.
Ebbene questa scritta, di pugno di Capovilla, nelle buste mostrate in tv non c’era. Perché? Bertone non dette risposta. Evidentemente c’era un’“altra” busta che conteneva la parte controversa.
Di lì a pochi giorni lo stesso Capovilla, interpellato da Paolini, confermò l’esistenza di qualcos’altro: un “allegato”.
Qualcosa che – secondo Capovilla, che faceva suo lo scetticismo di Roncalli – non proveniva dalla Madonna, ma era piuttosto una “riflessione” della suora “sul vescovo vestito di bianco”.
E’ la parte mai rivelata del terzo segreto che – dalle testimonianze dei pochi che la lessero – pare essere esplosiva. Del resto ad aprire nuovi scenari sul terzo segreto è stato lo stesso Benedetto XVI nel maggio 2010.
Il Segretario di Stato infatti aveva ripetuto fino ad allora che esso riguardava l’attentato a Wojtyla del 1981 e si era già tutto realizzato e scriveva polemicamente a pagina 79 del suo volume: “L’accanimento mediatico è quello di non volersi capacitare che la profezia non è aperta sul futuro, è consegnata al passato. Non ci si vuole arrendere all’evidenza”.
Invece papa Benedetto XVI affermò l’esatto opposto: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa”.
Disse queste parole nel pieno dello scandalo pedofilia, durante un improvviso pellegrinaggio a Fatima, il 13 maggio 2010, davanti al Santuario.
BENEDETTO INDICA IL FUTURO
In quella circostanza egli inserì nella profezia del Terzo segreto proprio lo scandalo della pedofilia, culmine di una drammatica crisi del sacerdozio e della Chiesa.
Ed è evidente che tale scandalo non poteva essere compreso nella visione rivelata nel 2000 (dove non c’è traccia di esso), ma in un’altra parte che è tuttora da pubblicare.
Benedetto XVI disse infatti: “oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in prima istanza riferire a Papa Giovanni Paolo II, sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano… e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano… Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa”.
Come si vede Benedetto XVI evitò di indicare l’attentato del 1981 come “la” realizzazione del terzo segreto e collocò il compimento del Terzo segreto steso negli anni successivi all’attentato del 1981 e nel nostro stesso futuro: “sono realtà del futuro che man mano si sviluppano e si mostrano… sofferenze della Chiesa che si annunciano”.
E’ il contrario di quanto affermato dal Segretario di Stato. Benedetto XVI addirittura fece capire che il “trionfo del Cuore Immacolato di Maria” annunciato a Fatima dalla Madonna stessa, come conclusione della sua profezia, non poteva essere identificato nella mera caduta del comunismo del 1989, ma doveva ancora realizzarsi.
Il Papa infatti nel maggio 2010 disse: “Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni (2017) affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità”.
Evidentemente per Benedetto XVI stavano per arrivare gli anni decisivi. Questi.
PAPA FRANCESCO E FATIMA
Ed eccoci ad oggi. Papa Ratzinger, ormai 85enne, sente mancargli le forze di fronte alla sfida dei tempi e rinuncia al pontificato l’11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes.
Il successore viene eletto il 13 marzo successivo (il giorno 13 del mese richiama la devozione di Fatima). Molti riflettono sulla misteriosa espressione del Terzo segreto: “il vescovo vestito di bianco”. Di cui suor Lucia scriveva: “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”.
Ci si chiede se quelle parole possano riferirsi al papa dimissionario. O al successore che ama definirsi “vescovo di Roma”.
Lo stesso papa Francesco, devoto a Maria (a cui dedica la sua prima uscita), cita Fatima all’Angelus del 17 marzo. Poi una decina di giorni fa un episodio sorprendente. Papa Bergoglio telefona a monsignor Capovilla, ormai novantenne, che vive nella bergamasca. Lo vuole incontrare.
Capovilla aderisce. Questo strano incontro e i suoi contenuti restano tuttora avvolti nel mistero. Perché nel primo mese del suo pontificato il Papa ha sentito il bisogno di vedere riservatamente l’antico segretario di Roncalli? Per quale urgenza?
Infine tre giorni fa, a un mese esatto dalla sua elezione, un annuncio a sorpresa: papa Francesco ha chiesto al patriarca di Lisbona, il cardinale José Policarpo, di consacrare il suo pontificato alla Madonna di Fatima.
Cosa significa? E che dobbiamo aspettarci?
Antonio Socci
Da “Libero”, 14 aprile 2013
 
Vedi Facebook: “Antonio Socci pagina ufficiale”

http://www.antoniosocci.com/2013/04/il-nuovo-papa-e-il-terzo-segreto-di-fatima/

sabato 6 aprile 2013

quod Deus avertat!

 
Questo libro è un vademecum per far carriera. Dimostra che non è difficile passare da una fattoria delle campagne di Bra (Cuneo) all’olimpo dell’establishment mondiale. Si inizia a fare aborti “con una pompa di bicicletta, un dilatatore di plastica e un vaso dentro cui si fa il vuoto e in cui finisce il contenuto dell’utero. Io uso – spiega Emma Bonino al settimanale Oggi, nel 1975 – un barattolo da un chilo che aveva contenuto della marmellata. Alle donne non importa nulla che io non usi un vaso acquistato in un negozio di sanitari, anzi è un buon motivo per farsi quattro risate”. Dopo gli aborti, viene l’elezione in Parlamento, nel 1976, dove si rimane fino al 2013, con un intermezzo di 5 anni da Commissaria europea. Si gira il mondo a frequentare i potenti della terra. Da Hillary Clinton a George Bush. Da George Soros a Madeleine Albright. Si partecipa alle riunioni del Gruppo Bildeberg. Si ricevono prestigiosi premi internazionali per l’affermazione dei diritti umani e si fanno campagne per l’eutanasia. Alla fine, si può anche diventare Presidente della Repubblica.
 
http://www.fedecultura.com/libro/emma-bonino-dagli-aborti-al-quirinale/

domenica 31 marzo 2013

"il mondo ha abbandonato Dio e la Chiesa, ma dopo le spaventose tenebre della perdita della fede, l’Immacolata trionferà e riporterà il cristianesimo sulla terra" (Editoriale di “Radicati nella fede”, aprile 2013)

Editoriale di “Radicati nella fede”, aprile 2013
LA MODERNITA’ NON SOPPORTA L’IMMACOLATA
La devozione alla Madonna è essenziale. “Ad Jesum per Mariam”, a Gesù attraverso Maria: la strada scelta da Dio per salvare l’umanità è quella di mandare suo Figlio Gesù Cristo nel mondo, perchè offra la sua vita sulla Croce; e Gesù viene nel mondo per mezzo di Maria Santissima. Così la grazia di Gesù Cristo, la grazia che salva, continua a venire nel mondo per mezzo di Maria: Dio vuole così. Il primo gesto di Papa Francesco è stato quello di recarsi, di buon mattino, dalla Madonna a Santa Maria Maggiore: cosa più grande e più giusta non poteva fare; si è affidato alla Madonna e ha affidato alla Madonna la Chiesa. Così facendo il Papa sembra far eco al richiamo di Fatima, dove la Madonna indica nella devozione al suo Cuore Immacolato la soluzione del dramma della modernità. “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”: il mondo ha abbandonato Dio e la Chiesa, ma dopo le spaventose tenebre della perdita della fede, l’Immacolata trionferà e riporterà il cristianesimo sulla terra. Perchè è importante la devozione all’Immacolata? Cerchiamo di spiegare. L'undici Febbraio del 1858, la Madonna apparve a Bernardette Soubirous a Lourdes, e dicendo di chiamarsi l’Immacolata Concezione confermò la proclamazione dogmatica di Papa Pio IX del 1854. Solo quattro anni prima il Papa aveva solennemente proclamato dogma di fede questa verità, da sempre creduta e celebrata dal popolo cristiano, ma che nella modernità violentemente agnostica e atea rischiava di essere dimenticata o peggio negata. Fin dal primo istante del suo concepimento la Beata Vergine Maria è stata preservata, in previsione dei meriti della Passione e Morte di Cristo, da ogni macchia di Peccato Originale: è l'Immacolata. Ed ecco il punto: il Peccato Originale. Tutta la modernità lavorerà in modo indefesso per negare questa verità di fede. Per il mondo moderno è insopportabile sentire dire che l'uomo nasce cattivo, segnato dal Peccato Originale. È insopportabile sentire dire che è necessario il Battesimo per la salvezza dell’uomo. È insopportabile sentire dire che nell'uomo, dopo il Battesimo, resta un’inclinazione al male, la concupiscenza, e che è quindi necessaria una lotta quotidiana al peccato da parte dei singoli, abbracciando le armi della grazia, che passa ordinariamente attraverso i sacramenti, tutti e sette. Il Papa Pio IX, ispirato da Dio, aveva compreso bene che la negazione del dogma dell'Immacolata Concezione di Maria nascondeva l'altrettanto terribile negazione del dogma del Peccato Originale. Quanti mali sono nati da questa negazione, quante tragedie! “L'uomo nasce buono, è la società che lo corrompe” affermano i moderni di ieri e di oggi, e su questa menzogna hanno costruito i loro crimini. Tutte le ideologie del '900, tutti i “socialismi” e i “liberalismi”, sono partiti da questa menzognera negazione del Peccato Originale: il Socialismo Sovietico ha voluto fare “l'uomo nuovo” su base sociale, eliminando tutti coloro che non rientravano nel progetto del nuovo mondo comunista: un mare di sangue che ha attraversato il secolo. Il Nazional-Socialismo di Hitler ha voluto fare l'uomo nuovo su base biologica e nazionale: anch'esso, come il Comunismo, nega che l'uomo nasca cattivo e che abbia bisogno di Dio per salvarsi. Tutte le ideologie atee fondano il loro rifiuto di Dio sulla negazione del Peccato Originale. Perché dirci tutte queste cose? Perché il pericolo di negare il Peccato Originale non è solo del passato, non finisce con le ideologie del '900, ma è la tragica tentazione del presente. Di fatto si vive come se il Peccato Originale e le sue conseguenze nell'uomo, l'inclinazione al male, non esistessero. Non lo si nega più a parole come fecero i moderni di ieri, lo si nega di fatto, non calcolando più tutto questo nella concretezza della vita, del pensare e dell'agire. Nella Chiesa tutto questo è entrato potentemente con conseguenze spaventose. Si è fatta una pastorale “allegra”, dove bisogna parlare solo di “gioia”, “amore”, “positività del reale”, e mai di Peccato Originale, di inclinazione al male nell'uomo, di necessità del Battesimo per la salvezza eterna. Così moltissimi nella Chiesa hanno dimenticato il dovere della lotta quotidiana al peccato. Non la vedete tutta questa pastorale fatta di tante iniziative culturali e sociali che non porta mai i fedeli al confessionale? Non la sentite tutta questa catechesi dove è vietato parlare di rinuncia alle cose del mondo, di odio al peccato, di sacrificio? Si è pensato ad esempio di educare i giovani allo “spontaneismo”, anche nella Chiesa, dicendo loro che il Signore li ama così come sono; si è voluto far fare a loro l'esperienza entusiasmante della fede, senza il grande richiamo alla rinuncia indispensabile: “Chi vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”, dice il Signore. Anche la vita religiosa non è stata più vista come rinuncia al mondo, ma come ricerca di spiritualità, una sorta di buddismo cristiano, che alla fine l’ha praticamente distrutta dall'interno. Quello che non hanno potuto fare le ideologie atee del '900 contro la Chiesa, perché essa ha resistito nei suoi martiri alla loro demoniaca menzogna umanitaria, lo ha fatto l'irenismo cristiano di questi anni conciliari, dove la parola d'ordine era di smetterla con il richiamo eccessivo al peccato e all'inferno del passato. Anni in cui le parole cristiane sono tutte distorte perché non centrano più con la lotta di Cristo al male. E così si è fatta un'altra religione. Carissimi, bisogna vigilare, l'inganno è grande. Se entrerà dentro di noi distruggerà tutto. Siamo tornati alla Messa tradizionale per questo, per uscire dall'illusione mortale di una falsa speranza che nega l'esistenza del male. La speranza, quella vera, nasce dalla fiducia nella grazia di Dio, donata all'uomo che si pente. L'unico Uomo Nuovo nasce così, nasce da Cristo. E se volete un suggerimento per sapere se è cattolico chi vi parla, controllate se parli mai di Peccato Originale, di lotta al peccato, di Battesimo, di Grazia Sacramentale e di Maria Immacolata. Sì, è nell'Immacolata Concezione che tutta questa verità che salva è custodita per noi. Non a caso a Lourdes la Madonna disse: “Penitenza Penitenza Penitenza”; non a caso a Fatima la Vergine fece pregare per la conversione dei peccatori e promise il grande ritorno a Dio dell’umanità per mezzo del suo Cuore Immacolato. Viviamo con Maria Immacolata un costante desiderio di conversione, affidiamo a Lei il Papa e la Chiesa, affidiamo a lei la nostra anima.

mercoledì 27 marzo 2013

TRIDUO PASQUALE IN RITO ANTICO A VOCOGNO (VB).

Riceviamo e pubblichiamo:

Gli orari del Triduo Pasquale 2013
secondo la forma tradizionale del Rito Romano
nella chiesa di VOCOGNO (VB)



GIOVEDI' SANTO
28 marzo 2013
ore 20.30
Santa Messa in Cena Domini

VENERDI' SANTO
29 marzo 2013
ore 20.30
Liturgia della Passione

SABATO SANTO
30 marzo 2013
ore 20.30
Solenne Veglia Pasquale
Prima Santa Messa di Pasqua
PASQUA

31 marzo 2013
 


a VOCOGNO
ore 10.30
Santa Messa cantata


cappella dell'Ospedale di DOMODOSSOLA
ore 10.30
Santa Messa cantata